'I sindaci delle Terre d’Argine, ovvero Novi, Campogalliano e Soliera (il cui Sindaco è segretario provinciale del PD) guidati da Carpi, assieme ai comuni di Bastiglia, Bomporto, e con l’astensione del sindaco di Concordia, portano la pesante responsabilità di una scelta che impoverisce e penalizza ancora una volta la bassa modenese. Non sono meno responsabili gli altri sindaci soci di Aimag, che hanno votato contro subendo questa scelta senza essere in grado di fare gioco di squadra, preparare un'adeguata alternativa e condividere con le comunità la gravità del rischio che si stava correndo'. Così in una nota Rifondazione Comunista, Federazione di Modena.
'Cedere il controllo di Aimag ad Hera spa non è una scelta senza conseguenze, perché cambia la mission e la strategia della società. Aimag nasce come società pubblica dei Comuni della bassa modenese e mantovana, ovvero al servizio dei cittadini e delle imprese per la gestione di beni comuni quali acqua, energia elettrica, gas e gestione rifiuti. Cosa totalmente diversa da Hera spa, che è una società quotata in borsa, che non risponde ai bisogni dei territori e delle comunità ma anzi li utilizza per realizzare utili, pagati dai cittadini e dalle imprese. Consegnare Aimag ad Hera spa significa avviare un percorso di progressiva perdita di controllo da parte dei Comuni nella gestione dei servizi pubblici e allontanare la guida politica fuori dal territorio in cui Aimag è nata e cresciuta' - continua Rifondazione.
'È stata compiuta una prova di forza e un atto di prepotenza politica, ma anche di sudditanza rispetto al modello della grande multiutility voluto dal PD modenese e regionale che evidentemente non poteva tollerare che ci fosse una ‘anomalia’ come Aimag a dimostrare che una gestione dei servizi pubblici diversa da quella privatistica potesse esistere e funzionare egregiamente. Rifondazione Comunista/Unione Popolare considera grave e sbagliata la scelta politica compiuta da parte della maggioranza dei sindaci Pd, assunta senza alcun mandato elettorale e quando molti sindaci sono in scadenza, e che scarica le sue conseguenze negative anche sulle prossime amministrazioni.



