Sono 575 i posti disponibili per il personale ATA nella provincia di Modena, ma le immissioni in ruolo sono appena 203: il 35,30% del totale. Per la UIL Scuola di Modena è un dato che misura ancora una volta la distanza tra le dichiarazioni sull’importanza della scuola e le scelte concrete sul personale.
Nel dettaglio, per gli assistenti amministrativi si registrano 45 ruoli su 145 disponibilità, pari al 31,03%; per gli assistenti tecnici 14 su 59, appena il 23,73%. Tra i collaboratori scolastici, il profilo numericamente più consistente, le assunzioni sono 144 su 368 posti, il 39,13%. Nessuna immissione, infine, per gli operatori delle aziende agrarie: 0 ruoli su 3 disponibilità.
'Durante tutto l’anno – dichiara Dario Catapano, responsabile territoriale UIL Scuola di Modena – la scuola è al centro del dibattito politico. Tutti ne parlano, da ogni parte. Poi, quando arriva il momento di compiere scelte concrete, la musica è sempre la stessa: pochi posti a ruolo e tanti precari chiamati a reggere un intero sistema. Per la UIL Scuola il personale ATA è parte essenziale della comunità educante: garantisce vigilanza, sicurezza, assistenza, laboratori e funzionamento amministrativo. «Non investire sugli ATA significa non investire sulla scuola.
Con organici insufficienti si perde qualità, si rallentano le procedure e aumentano enormemente i carichi di lavoro negli uffici, dove gli adempimenti sono cresciuti senza un adeguato rafforzamento del personale'.Il precariato ATA è ormai anche una questione europea. Con la sentenza del 13 maggio 2026, causa C-155/25, la Corte di Giustizia UE ha dichiarato che l’Italia è venuta meno agli obblighi comunitari per non aver adottato misure idonee a prevenire l’abuso dei contratti a termine successivi del personale ATA.
'Una decisione che avrebbe dovuto produrre un cambio di passo e che invece sembra aver insegnato poco. La soluzione è stabilizzare, coprendo con assunzioni a tempo indeterminato tutti i posti realmente vacanti e disponibili. È una richiesta che la UIL Scuola porta avanti da tempo anche a livello nazionale'.
'Riconoscere a Modena appena il 35% dei ruoli rispetto alle disponibilità – conclude Catapano – mi fa pensare a una frase che ripeteva sempre mio nonno: si pretende di friggere il pesce con l’acqua. Si chiedono scuole efficienti, sicure e servizi di qualità, ma senza dare loro il personale stabile necessario per funzionare'.


