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Inchiesta su politici e vip 'spiati': indagato anche il giornalista modenese Tizian

Inchiesta su politici e vip 'spiati': indagato anche il giornalista modenese Tizian

Per accesso abusivo e rivelazione di segreto. Oltre 330 i documenti inviati in 4 anni. Il Cdr del Domani: 'L'indagine a carico dei nostri colleghi, l'intera squadra inchieste, è un gravissimo attacco alla libertà d'informazione'


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Dai vip ai politici spiati, rischia di allargarsi la lista dei nomi di personalità 'sbirciate' attraverso il database delle segnalazioni di operazioni sospette, una vicenda sulla quale la procura di Perugia è solo all'inizio delle proprie indagini. Il caso, come riporta l'Ansa, finisce sul banco delle commissioni parlamentari di inchiesta e del Consiglio superiore della magistratura.
 
I procuratori di Perugia Raffaele Cantone e dell'Antimafia Giovanni Melillo hanno chiesto di essere sentiti dal Comitato di presidenza del Csm, dal presidente della Commissione antimafia e da quello del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il primo (nella foto) è il capo dell'ufficio titolare dell'inchiesta mentre il secondo è l'attuale numero uno della Direzione nazionale antimafia, per la quale avevano prestato servizio i due indagati chiave: Pasquale Striano, il finanziere al quale vengono contestati centinai di accessi abusivi alla banca dati delle Segnalazioni di operazioni sospette, e Antonio Laudati, ex sostituto procuratore dell'antimafia, il quale guidava la struttura che riceveva le cosiddette 'Sos' (segnalazioni operazioni sospette). Tra gli spiati Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, Marina Elvira Calderone, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso e ancora Marta Fascina, gli ex presidenti del Consiglio Giuseppe Conte e Matteo Renzi, ma anche Fedez, Cristiano Ronaldo e Massimiliano Allegri.

Secondo i magistrati sarebbero infatti abusivi gli accessi al sistema informatico delle cosiddette Sos.
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Da stabilire le ragioni che hanno portato Striano a svolgere così spesso le ricerche: indagati anche cinque giornalisti, tre del quotidiano Domani, il modenese Giovanni Tizian, Nello Trocchia e Stefano Vergine. 'Gli accessi contestati ai nostri giornalisti sono oltre 300 - ha confermato il quotidiano Il Domani ieri l'altro -. che sarebbero stati effettuati da Striano dal 2018 al 2022'. Più nel dettaglio, come riporta Il Giornale di oggi, 'tra il 21 maggio 2018 e il 3 agosto 2022 Striano inviò via wetransfer a Giovanni Tizian 337 documenti ottenuti alla banca dati Sidda che custodisce le Segnalazioni di operazioni sospette provenienti dall'ufficio antifrodi della Banca d'Italia'. 

Il cdr del Domani

'L'indagine a carico dei nostri colleghi, l'intera squadra inchieste, è un gravissimo attacco alla libertà d'informazione. Giovanni Tizian e Nello Trocchia, così come il nostro collaboratore Stefano Vergine, sono sotto inchiesta per accesso abusivo e rivelazione di segreto - così ieri il comitato di redazione di Domani -. L'abbrivio dell'indagine è l’esposto del ministro della Difesa del governo Meloni, Guido Crosetto, dal quale è partita la richiesta ai pubblici ministeri di individuare e dare la caccia alle fonti giornalistiche.
La redazione di Domani esprime il totale sostegno ai colleghi indagati, “colpevoli” di aver agito nell'interesse pubblico e di aver pubblicato notizie vere. Questo episodio gravissimo - così come altri che hanno colpito il nostro giornale e che hanno destato allerta anche a livello europeo - non finirà sotto silenzio. Chiediamo a tutti i colleghi, alla società civile, a cominciare dai nostri lettori ai quali continueremo a garantire informazione senza temere il potere, di mobilitarsi contro questo ennesimo tentativo di fermare il nostro lavoro e delegittimare Domani'.
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