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Incontro con Yuri Previtali, anche la Fondazione Sias ci ripensa e nega la sala

Incontro con Yuri Previtali, anche la Fondazione Sias ci ripensa e nega la sala

'Scelta dettata dalla volontà di evitare speculazioni politiche e di fare utilizzare i nostri spazi, che si richiamano apertamente ai valori antifascisti'


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'A fronte delle polemiche che si sono create in merito alla concessione della Sala Paganelli di Palazzo Europa per l'iniziativa di questa sera, la quale vedeva come ospite Yuri Previtali - volontario italiano impegnato in Ucraina - e il giornalista Claudio Locatelli, come Fondazione SIAS abbiamo deciso di non concederne l'utilizzo'. Così, in una nota, la Fondazione Sias, accoglie le critiche di Rifondazione comunista e del Coordinamento modenese contro la guerra.
'Questa scelta è dettata dalla volontà di evitare speculazioni politiche e di fare utilizzare i nostri spazi, che si richiamano apertamente ai valori antifascisti dei suoi padri fondatori, per iniziative i cui relatori si identificano in posizioni politiche contrarie a tali principi'.

Rifondazione

'Ermanno Gorrieri, Francesco Luigi Ferrari, Luigi Paganelli: nomi che, a Modena, rappresentano ancora una tradizione democratica e antifascista radicata nella storia della città. Cosa direbbero oggi di fronte al fatto che una delle realtà da loro ispirate – idealmente e non solo – ospita l’intervento di un sedicente “combattente per la libertà”? Si tratta, nei fatti, di Yuri Previtali, foreign fighter italiano attivo nel battaglione Karpatska Sich, noto per le sue simpatie neonaziste. La Polisportiva Sacca, inizialmente disponibile ad accogliere un’iniziativa apertamente bellicista e ambigua sul piano ideologico, ha fortunatamente fatto marcia indietro.
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Una decisione maturata anche grazie alla ferma opposizione delle forze democratiche e antifasciste di questa città. Purtroppo, l’evento è stato ripianificato presso la sede della Fondazione SIAS, un ente formalmente dedito a servizi e iniziative sociali, che invece oggi offre spazio a chi combatte sotto effigi che richiamano direttamente l’immaginario del nazifascismo - ricordava Rifondazione -. Ci chiediamo: come può una fondazione che opera nel tessuto civile e democratico della città ospitare chi ha scelto di arruolarsi in una formazione militare che esibisce simboli di chiara matrice neonazista? Simboli anticostituzionali e potenzialmente rilevanti anche sul piano penale. E come può il Comune di Modena, Medaglia d’Oro alla Resistenza, rimanere in silenzio di fronte a tentativi sempre più frequenti di normalizzare ideologie violente e neofasciste? Chiediamo pubblicamente al sindaco Massimo Mezzetti di intervenire immediatamente per impedire lo svolgimento di questo evento, che non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione, e che rappresenta invece una chiara minaccia per la memoria democratica e antifascista della nostra città. Non è accettabile che spazi pubblici o para-pubblici vengano concessi a chi veicola – anche solo indirettamente – messaggi nostalgici o riabilitativi nei confronti del nazifascismo'.
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