Articoli Politica

Indagato inchiesta Hamas a scuola, MCE: 'Organizzata dall'Amministrazione e Al-Dahdouh non invitato da noi'

Indagato inchiesta Hamas a scuola, MCE: 'Organizzata dall'Amministrazione e Al-Dahdouh non invitato da noi'

Le precisazioni a La Pressa del Movimento di Cooperazione per l'Educazione che ha curato il progetto rivolto alle scuole primarie contraddice in parte quanto affermato dal sindaco. Sul caso proverà a fare luce il Ministero attraverso l'Ufficio Scolastico Regionale. Ancora da chiarire chi ha invitato il giornalista Al-Dahdouh con il traduttore indagato


5 minuti di lettura

'Il Gruppo Territoriale MCE (Movimento di cooperazione per l'educazione) di Modena intende esprimersi in merito alle polemiche e agli attacchi apparsi su alcuni organi di stampa in riferimento all’incontro del 3 giugno a Modena, che si è svolto tra il sindaco e i bambini e le bambine delle scuole coinvolte nel progetto 'Lettere ai potenti della Terra contro la guerra', promosso dal Gruppo Nazionale educazione alla pace e alla non violenza MCE. L’iniziativa, organizzata dall’Amministrazione Comunale in risposta alle tante lettere indirizzate al sindaco, è stata infatti riportata – come osserva il comunicato della Segreteria Nazionale del Movimento - in maniera distorta, e strumentalizzata per colpire la scuola nel suo ruolo costituzionale. Il sindaco ha dialogato con gli alunni di diverse scuole, dopodiché è intervenuto un testimone dei gravi fatti di Gaza, le cui parole sono state tradotte da persona attualmente indagata dalla procura di Genova. Verso la fine dell’iniziativa, quando già il sindaco aveva lasciato l’incontro, alcuni bambini hanno manifestato la loro contrarietà ai gravi fatti di violenza descritti ed espresso il desiderio di pace scandendo, peraltro per una manciata di secondi, “free Palestine”. È inevitabile, infatti, e largamente verificato, che ciò che accade nel generale contesto di vita, e nel mondo, oggi come ieri, si ripercuota su bambini e bambine, ragazzi e ragazze.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Esposti quotidianamente alle notizie dei fatti di guerra, ne sono fortemente colpiti e influenzati, e profondamente impressionati, come del resto molte delle loro famiglie. Per non poche di esse, infatti, avvenimenti che fino a trent’anni fa erano ancora percepiti come lontani dalla coscienza diffusa del paese - che pure ne era consapevole e partecipe - sono ora componente viva, e dolorosa, della storia familiare. Compito della scuola è ascoltare le paure di alunne e alunni, dare loro la parola, accompagnarli e orientarli a riconoscere ed esprimere sentimenti e opinioni. Aiutarli ad avere fiducia in un futuro di pace. In questo sta il senso profondo dell’educare'

Questa, che abbiamo voluto riportare integralmente, è la posizione espressa dal gruppo Territoriale dell'MCE che ci è stata inviata in risposta alla nostra domanda, rivolta alla referente territoriale del movimento, rispetto all'organizzazione dell'evento con il sindaco, il giornalista palestinese El Dadou e colui che svolgeva le funzioni di traduttore (Al-Dahdouh negli incontri pubblici parla solo arabo), persona indagata nell'inchiesta sul finanziamento ad Hamas, e quasi 200 bambini delle scuole primarie, finito in questi giorni al centro del dibattito politico e
dell'attenzione del ministro Valditara che ha annunciato una azione ministeriale, nei giorni scorsi già ufficializzata, in termini di accertamenti, da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale.

Una risposta, quella del Movimento, che modifica la ricostruzione finora circolata e da subito fornita dal sindaco di Modena che aveva definito il ruolo dell'organizzatore dell'evento al Movimento. Stesso Movimento per la Cooperazione Educativa che afferma invece che l’iniziativa non è stata organizzata da loro, bensì dall’Amministrazione comunale, che avrebbe risposto così alle numerose lettere inviate dagli alunni nell’ambito del progetto nazionale sulla pace. Una posizione che di fatto contrasta con quanto dichiarato dal sindaco nella sua lettera aperta al Direttore de Il Giornale dove attribuiva invece al Movimento la responsabilità dell’organizzazione dell’evento. Un rimpallo di responsabilità, su un punto che non è sicuramente l'unico della questione.

Altro punto riguarda non tanto la figura del giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh (già ricevuto anche in Municipio lo scorso anno e nei confronti del quale il sindaco ha proposto anche il conferimento della cittadinanza onoraria di Modena, ma del suo traduttore, attualmente indagato nell’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti a Hamas.
La sua presenza risulta infatti essere collegata o comunque funzionale alla presenza di Wael Al-Dahdouh(che evidentemente ha avuto bisogno di un traduttore altro rispetto a quello utilizzato sia nel corso degli incontri in Comune sia in piazza Grande nell'intervento del 2 giugno). E' per questo che abbiamo chiesto alla referente del Movimento chi aveva contattato e chiesto la presenza del giornalista Palestinese di Al Jazeera Al-Dahdouh. E qui la risposta è stata altrettanto netta: 'Non lo abbiamo invitato noi'. Una precisazione che sposta ulteriormente l’attenzione sull’Amministrazione comunale, già indicata dal Movimento come soggetto organizzatore dell’iniziativa, e che apre un interrogativo ancora irrisolto sulla catena delle responsabilità dell'organizzazione. Quella alla quale ci saremmo aspettati in queste ore chiarimenti istituzionali più dettagliati. O quanto meno quesiti. Al di là del fatto che non è ancora a questo punto chiaro chi ha scelto e contattato Al-Dahdouh per intervenire,
non è chiaro chi e come doveva garantire sulla identità degli ospiti. Domanda che a questo punto, crediamo, dovrebbe e potrebbe riguardare lo stesso Al-Dahdouh, consapevole (almeno lui se non lo erano come dichiarato Sindaco e Movimento), di andare a parlare in una scuola con una persona coinvolta nell'inchiesta sul finanziamento ad Hamas. Domande che anziché ricevere una risposta, generano, dopo la precisazione del MCE, nuove domande.

Il comunicato del MCE interviene anche su altri aspetti che hanno alimentato la polemica, come il breve coro “Free Palestine” pronunciato da alcuni bambini. Il Movimento chiarisce che si è trattato di una reazione spontanea, durata pochi secondi, avvenuta quando il sindaco aveva già lasciato l’incontro e suscitata dal racconto delle violenze a Gaza. Una ricostruzione che contraddice alcune narrazioni circolate nei giorni successivi e che mira a riportare l’attenzione sul contesto educativo dell’iniziativa, non su presunte derive politiche.
Resta però il punto centrale: chi ha organizzato l’incontro e chi ha invitato gli ospiti? Le due versioni, quella del sindaco e quella del Movimento, non coincidono. Da un lato la posizione del primo cittadino, che attribuisce al MCE la regia dell’evento; dall’altro la replica del Movimento, che indica nell’Amministrazione comunale la responsabile dell’organizzazione e nega di aver invitato Dadou e tantomeno il suo traduttore. La distanza tra queste due ricostruzioni rende necessario un chiarimento istituzionale, per rispetto della scuola, delle famiglie, dei bambini coinvolti e della stessa credibilità delle istituzioni cittadine.

Nella foto, il giornalista palestinese di Al Jazeera Wael Hamdan Ibrahim Al-Dahdouhospite di numerosi incontri pubblici con la sua testimonianza di Reporter a Gaza e dell'incontro con i bambini delle scuole primarie di Modena. Con lui come traduttore la persona indagata nell'ambito dell'inchiesta sul finanziamento ad Hamas



Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.