Questa, che abbiamo voluto riportare integralmente, è la posizione espressa dal gruppo Territoriale dell'MCE che ci è stata inviata in risposta alla nostra domanda, rivolta alla referente territoriale del movimento, rispetto all'organizzazione dell'evento con il sindaco, il giornalista palestinese El Dadou e colui che svolgeva le funzioni di traduttore (Al-Dahdouh negli incontri pubblici parla solo arabo), persona indagata nell'inchiesta sul finanziamento ad Hamas, e quasi 200 bambini delle scuole primarie, finito in questi giorni al centro del dibattito politico e
Una risposta, quella del Movimento, che modifica la ricostruzione finora circolata e da subito fornita dal sindaco di Modena che aveva definito il ruolo dell'organizzatore dell'evento al Movimento. Stesso Movimento per la Cooperazione Educativa che afferma invece che l’iniziativa non è stata organizzata da loro, bensì dall’Amministrazione comunale, che avrebbe risposto così alle numerose lettere inviate dagli alunni nell’ambito del progetto nazionale sulla pace. Una posizione che di fatto contrasta con quanto dichiarato dal sindaco nella sua lettera aperta al Direttore de Il Giornale dove attribuiva invece al Movimento la responsabilità dell’organizzazione dell’evento. Un rimpallo di responsabilità, su un punto che non è sicuramente l'unico della questione.
Altro punto riguarda non tanto la figura del giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh (già ricevuto anche in Municipio lo scorso anno e nei confronti del quale il sindaco ha proposto anche il conferimento della cittadinanza onoraria di Modena, ma del suo traduttore, attualmente indagato nell’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti a Hamas.
non è chiaro chi e come doveva garantire sulla identità degli ospiti. Domanda che a questo punto, crediamo, dovrebbe e potrebbe riguardare lo stesso Al-Dahdouh, consapevole (almeno lui se non lo erano come dichiarato Sindaco e Movimento), di andare a parlare in una scuola con una persona coinvolta nell'inchiesta sul finanziamento ad Hamas. Domande che anziché ricevere una risposta, generano, dopo la precisazione del MCE, nuove domande.
Il comunicato del MCE interviene anche su altri aspetti che hanno alimentato la polemica, come il breve coro “Free Palestine” pronunciato da alcuni bambini. Il Movimento chiarisce che si è trattato di una reazione spontanea, durata pochi secondi, avvenuta quando il sindaco aveva già lasciato l’incontro e suscitata dal racconto delle violenze a Gaza. Una ricostruzione che contraddice alcune narrazioni circolate nei giorni successivi e che mira a riportare l’attenzione sul contesto educativo dell’iniziativa, non su presunte derive politiche.
Resta però il punto centrale: chi ha organizzato l’incontro e chi ha invitato gli ospiti? Le due versioni, quella del sindaco e quella del Movimento, non coincidono. Da un lato la posizione del primo cittadino, che attribuisce al MCE la regia dell’evento; dall’altro la replica del Movimento, che indica nell’Amministrazione comunale la responsabile dell’organizzazione e nega di aver invitato Dadou e tantomeno il suo traduttore. La distanza tra queste due ricostruzioni rende necessario un chiarimento istituzionale, per rispetto della scuola, delle famiglie, dei bambini coinvolti e della stessa credibilità delle istituzioni cittadine.
Nella foto, il giornalista palestinese di Al Jazeera Wael Hamdan Ibrahim Al-Dahdouhospite di numerosi incontri pubblici con la sua testimonianza di Reporter a Gaza e dell'incontro con i bambini delle scuole primarie di Modena. Con lui come traduttore la persona indagata nell'ambito dell'inchiesta sul finanziamento ad Hamas



