Inutile dire come i leghisti doc modenesi abbiano accolto con freddezza questo giro di valzer. Da Modena nessuna felicitazione sui social (cosa invece puntualmente avvenuta per i cambi di casacca grillini), nessun benvenuto, nessun commento. Tutti zitti, a testimonianza dello scarso apprezzamento per una mossa che molti intepretano in chiave di opportunismo politico. Del resto ricordiamo bene gli attriti tra la Lega e Forza Italia, culminati nel famoso 'maiali' (qui l'articolo) lanciato dall'attuale sindaco di Sassuolo (proprio il collegio nel quale è stata eletta la Fiorini) Francesco Menani ai berlusconiani. Ne sa qualcosa Isabella Bertolini, candidata alle Regionali nel partito di Salvini, alla quale gli esponenti del Carroccio devono ancora perdonare i suoi trascorsi forzisti.
Ma se il percorso della Bertolini fa storia a sè ed è maturato dopo anni di distacco dalle fila azzurre, per la Fiorini il cambio di bandiera è stato improvviso e ancor più inaccettabile agli occhi padani, ma anche a quelli forzisti.
Ora Forza Italia si trova senza un rappresentante modenese alla Camera e con il solo Aimi al Senato a portare la bandiera del partito. Un partito che sembra sempre più un tram utile a gratificare le ambizioni degli eletti. I quali, ovviamente, professano coerenza. E del resto nel Paese al contrario cosa vi è di più coerente che cambiare idea?
Eli Gold




