Così il Movimento 5 stelle Modena a commento delle parole rilasciate dall'Amministratore delegato del Gruppo Hera Orazio Iacono a La Pressa che hanno confermato le strategie indistriali del gruppo che vedono centrale l'attività e l'utilizzo dell'inceneritore su scala decennale, ponendo nei fatti in discussione le linee di indirizzo sia delle Regione sia del Comune di Modena, e contenute anche nel programma elettorale della coalizione a sostegno del sindaco Mezzetti, per un percorso che porti alla dismissione per il 2034. Una prospettiva che non sembra essere nemmeno presa in considerazione e valutata dai vertici del gruppo Hera che da anni e per i prossimi anni vedono il termovalorizzatore di via Cavazza non solo come elemento centrale nello smaltimento di rifiuti urbani e ora soprattutto speciali, ma anche come centrale di produzione di energia elettrica per tutti gli impianti Hera del comparto di via Cavazza. Strategia industriale che va nella direzione diametralmente opposta agli indirizzi politici che il M5S ricorda nello specifico del consiglio comunale e che porta con se conclusioni politiche.
'Il 26 gennaio 2026 il Consiglio comunale di Modena ha approvato una mozione che chiede di avviare un percorso istituzionale per arrivare alla chiusura dell’impianto entro il 2034, in raccordo con la Regione Emilia-Romagna e con l’obiettivo di inserire questo traguardo nel nuovo Piano regionale dei rifiuti.
La programmazione pubblica e le procedure previste dalla normativa spettano alle istituzioni competenti. Hera, in qualità di gestore, deve operare nel rispetto della pianificazione e delle autorizzazioni applicabili: non può sostituirsi alle istituzioni nelle decisioni sul futuro dell’impianto.
È questa la differenza fondamentale che il MoVimento 5 Stelle sostiene da sempre, tra la responsabilità delle istituzioni pubbliche e gli interessi economici di un gestore industriale e i cittadini hanno almeno il diritto di conoscere i benefici che ne riceveranno. Non è accettabile che il gestore continui a sviluppare economie e nuovi investimenti mentre le famiglie si trovano a fare i conti con tariffe sempre più pesanti'. Da qui anche il riferimento alla vocazione che avrebbe dovuto assumere l'inceneritore dal 2009, in funzione del passaggio all'unica e quarta linea che lo avrebbe potenziato in modo definitivo. 'L'inceneritore avrebbe dovuto valorizzare il calore prodotto dall’impianto per il teleriscaldamento e contribuire a ridurre il ricorso alle caldaie private: anche in questo caso, i risultati e le ricadute effettive per la città non sono stati all’altezza delle aspettative'
L'impianto Aliplast riciclo vero o altro business legato all'inceneritore?
'L’investimento R3GID di Aliplast, controllata del Gruppo Hera, rappresenta un’opportunità industriale nel campo del recupero delle plastiche rigide. Con una capacità prevista fino a 30.000 tonnellate annue, il progetto prevede un investimento di 48,8 milioni di euro, di cui 7,7 milioni finanziati attraverso il PNRR. Il riciclo delle plastiche è una prospettiva importante.
Ed è proprio qui che nasce la nostra domanda: come si concilia un investimento presentato come simbolo dell’economia circolare con la prospettiva di mantenere acceso per decenni un impianto che brucia rifiuti, comprese le plastiche? Di fatto, il riciclo rischia di diventare il volto verde di un sistema che continua a dipendere dall’incenerimento' - sottolinea il M5S Modena
'Visto la funzione di Aliplast chiediamo se Hera intenda assumere un impegno per eliminare la quantità di plastica destinata all’incenerimento, indicando obiettivi annuali, scadenze e modalità di verifica pubblica, fino a definire un percorso credibile di uscita dalla sua combustione.
E soprattutto: quali garanzie possono essere offerte ai cittadini?
La contiguità dei due impianti e il collegamento energetico tra loro rendono indispensabile chiarire se e come il nuovo impianto potrà funzionare indipendentemente dalle scelte operative dell’inceneritore. Non possiamo accettare che il futuro della gestione dei rifiuti dipenda soltanto dalla convenienza economica del momento, dalle condizioni del mercato o dalle strategie industriali del gruppo. Il riciclo deve essere una scelta ambientale e industriale autonoma, non uno strumento per consolidare indefinitamente la dipendenza dall’incenerimento.
E i benefici per i cittadini?
'Chiediamo a Hera e al Comune di Modena, socio pubblico del gruppo, di rendere trasparenti i risultati economici e ambientali dell’investimento e di spiegare quali ricadute concrete siano previste per il territorio. Chiediamo che venga chiarito se una parte dei benefici generati dagli investimenti possa tradursi in una riduzione della tariffa per famiglie e imprese modenesi, con quali modalità e in quali tempi.
I cittadini continuano a fare i conti con aumenti tariffari, mentre si ripete la consueta promessa di tariffe premianti per chi differenzia correttamente. La raccolta differenziata e i comportamenti virtuosi devono essere premiati davvero, ma non possono diventare uno slogan dietro il quale nascondere un sistema nel quale i cittadini sostengono i costi e il gestore sviluppa nuove attività economiche senza che siano chiaramente rendicontati i benefici restituiti alla comunità.
Non contestiamo il riciclo di Aliplast: contestiamo l’idea che basti un nuovo impianto per dichiarare sostenibile un intero sistema, con l’inceneritore che continua a svolgere un ruolo centrale, senza rispondere alle domande sulla combustione della plastica, sul futuro dell’impianto e sulle ricadute economiche per i cittadini.
Porteremo queste richieste nelle sedi istituzionali, con atti formali in Consiglio comunale'.
'I modenesi convivono da anni con l’inceneritore. Hanno diritto a meno inquinamento e a un percorso credibile per superare la combustione dei rifiuti. L’economia circolare non può essere soltanto un affare per il gestore: deve tradursi in vantaggi reali per la comunità' - conclude il MoVimento 5 Stelle Modena


.jpg)
(1).jpg)