Pier Giorgio Rebecchi, noto avvocato modenese, tra i primi fondatori e sostenitori del M5s a Modena, interviene sulla sua pagina Facebook per comunicare il suo 'definitivo personale disimpegno' dal M5s. Era attesa per ieri infatti la decisione del capo politico Luigi Di Maio, circa la presentazione della lista del Movimento alle elezioni regionali dell'Emilia-Romagna per il prossimo 26 gennaio 2020. Ancora una volta Di Maio ha rinviato a data da destinarsi la decisione, ignorando peraltro le determinazioni della base (Regionali, M5S fa desistenza o lista autonoma? Di Maio prende tempo). La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un rinvio che per molti attivisti è sembrato un ulteriore passo verso la non presentazione della lista, tanto che in alcuni meetup è emersa l'ipotesi di presentare una lista civiche autonoma che richiami i valori del movimento.
Le parole di Rebecchi:
'Questo è un profilo sia personale che dai (ben chiari) connotati politici. Qualche giono fa avevo chiuso la pagina di 'attivista' M5S. Senza esternare le motivazioni anche perchè, proprio ieri, la formazione di una lista del Movimento per le regionali in Emilia Romagna, avrebbe dovuto finalmente ricevere il via libera.
E' ormai palese che un 'disimpegno strategico' del Movimento, tanto in Emilia Romagna così come in Calabria, sia già stato deciso sulla base di incomprensibili, almeno per quanto mi riguarda, 'calcoli politici'.
Senza consultazioni (o, peggio, contro la volontà manifestata da tanti attivisti nelle ultime settimane), senza votazioni e dopo temporaggiamenti e rinvii che perdurano da inizio estate.
Non potendo condividere metodi e scelte che rinnegano i fondamentali sui quali era nato, nel 2009, il Movimento 5 Stelle, oggi ho deciso di passare dal 'non attivismo' al definitivo, personale 'disimpegno'. E per le medesime, ed ora rafforzate, motivazioni di qualche giorno fa'.
'A due mesi dal voto di gennaio aleggia il “disimpegno' per ragioni 'strategiche'. In una situazione di stallo che perdura dall'estate, senza consultazioni, senza votazioni. Qualunque dovesse essere l'esito di queste 'strategie', oggi mi disattivo io. Il 26 gennaio voglio sentirmi libero di andare al voto con un unico preciso riferimento: la piazza delle 'sardine' di Bologna, di qualche giorno fa. Destra e sinistra potranno essere concetti superati ma determinati valori sono, e per me sempre saranno, punti fermi per evitare contributi, anche indiretti, a certe derive che la storia ci ha


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