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Macerata, al corteo antifascista frasi choc. Presente Cecile Kyenge

Macerata, al corteo antifascista frasi choc. Presente Cecile Kyenge

Aimi (FI): inquietante che a guidare il corteo ci fosse proprio la nostra Cecile. Ne prenda almeno le distanze e li condanni pubblicamente


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Circa 30.000 persone a Macerata per ribadire il 'no' a ogni forma di razzismo e fascismo.  Per le strade della città hanno sfilato in maniera pacifica, secondo gli organizzatori. 

Durante il corteo un gruppo di antagonisti veneti ha intonato un coro inneggiando alle Foibe: 'ma che belle son le foibe da Trieste in giù', un coro isolato che non è stato seguito dal resto dei manifestanti. Oltre ai fascisti, i bersagli prediletti dei movimenti sono stati il Pd di Renzi e il ministro dell'Interno, Marco Minniti, definito 'uomo della destra', 'il nazista', 'la testa d'uovo che fa sfilare i fascisti'.

Tra i partecipanti l’europarlamentare Cecile Kyenge, Pino Strada di Emergency, l’ex direttore dell’Unità Sergio Staino, il giornalista Adriano Sofri, il deputato Pippo Civati e il conduttore Diego Bianchi (Zoro).

”Sconcerto e vergogna per i cori sulle foibe che si sono levati dalla piazza di Macerata – scrive in un post su Facebook Federico Mollicone, responsabile comunicazione di Fratelli d’Italia e candidato alla Camera –  Pensavamo che a manifestare oggi fossero gruppi di antifascisti, il che già faceva sorridere così, e invece si sono tristemente rivelati per quello che sono: degli anti-italiani che inneggiano all’odio comunista.
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Ci aspettiamo una veloce e netta condanna da parte di Liberi e Uguali e del suo leader Pietro Grasso, e che tutti coloro che si sono prodotti in questi squallidi e indecorosi cori vengano subito identificati e denunciati in forza della legge Mancino”.

Ad intervenire sull'argomento anche Enrico Aimi (FI) : 'Modena torna in queste ore protagonista in negativo con Cecile Kyenge in prima fila al corteo antifascista e antirazzista di Macerata, tra cori aberranti e slogan sulle foibe da far rabbrividire peraltro, proprio oggi, nel giorno del ricordo di quella tragedia italiana. Le bandiere rosse che sventolano non lo sono solo di sangue ma anche di vergogna di fronte ai cori disgustosi che si sono levati tra le migliaia di manifestanti: 'Ma che belle son le foibe da Trieste in giù'. Questi decorticati mentali hanno parafrasato una celebre canzone di Raffaella Carrà, infangando cosi' le celebrazioni che si sono svolte ordinate in tutta Italia. La cosa inquietante è che a guidare il corteo ci fosse proprio la nostra Cecile che nonostante il frastuono di quei cori, ha continuato nella sua marcia antirazzista come niente fosse. Insomma, contro il razzismo si, ma contro questi idioti ebbri di fanatismo violento mai.
Ne prenda almeno le distanze e li condanni pubblicamente se non ne vuole apparire complice.'
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