A ribadirle, in piazza Grande, in una conferenza stampa organizzata sotto il Municipio, il Consigliere comunale di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi, insieme ai rappresentanti di famiglie con disabili aderenti all'associazione Prima gli Ultimi, rappresentata dalla Presidente Laura Schianchi, che aveva presentato e vinto il ricorso al Consiglio di Stato contro il regolamento di Parma. Associazone che non esclude l'ipotesi di un ricorso anche a Modena. La ragione è presto detta: seppur modificato il regolamento di Modena avrebbe mantenuto un costo zero per i servizi solo ai soggetti con Isee da 0 fino a 499 euro. 'Ma già chi ha Isee da 500 euro viene considerato in grado di partecipare anche con 18 euro al giorno, alla spesa per avere accesso a servizi che lo ricordiamo sono considerati essenziali'- segnala il Capogruppo Forza Italia Giacobazzi. 'Un aspetto inacettabile. Basta considerare che per avere diritto al reddito di cittadinanza lo Stato considera un Isee fino a 9000 euro. A Modena sopra i 500 non hai diritto di accedere senza spesa ai servizi disabili. Ovvero se hai un isee da 9000 euro lo Stato ti giudica in diritto di ricevere dei contributi per il tuo sostentamento, a Modena basta dichiarare un Isee da 500 che il comune non solo non ti aiuta ma ti chiede soldi, per accedere a servizi ritenuti essenziali'. Per i famigliari un elemento di iniquità aggravato, per gli utenti modenesi, anche nelle tariffe per l'accesso al servizio. Un esempio: 'Se alla Caritas, centro di eccellenza, un residente a Bologna paga una quota di compartcipazione alla spesa di 20 euro, un residente a Modena, a parità di Isee e di servizio ricevuto, ne deve pagare 50. il doppio, sottolinea Stefano Forti - rappresentante di una famiglia con disabili e rappresentante dell'associazione Prima gli ultimi.
'Modifiche ridicole quelle apportate dal Comune di Modena' - sottolinea Laura Schianchi, Presidente dell'Associazione Prima gli ultimi, vittoriosa nel ricorso al Consiglio di Stato contro il regolamento del comune di Parma. 'Cosa si può fare ora?
Nel video gli interventi di Giacobazzi, Forti e Schianchi



