Non c’è cittadino di Mirandola che non abbia un parente od un amico od un conoscente che non sia coinvolto. Stiamo parlando di 350 lavoratori ovvero il 3,5% delle famiglie mirandolesi. L’impatto sul nostro territorio è estremamente pesante. È urgente aprire formalmente un tavolo di crisi presso l’Assessorato regionale per iniziare ad avere un tavolo in cui far incontrare le parti, soprattutto per confrontarsi seriamente con chi ha deciso di uscire così velocemente da questo mercato'. Così i consiglieri Antonio Platis, consigliere provinciale e vicecoordinatore regionale di Forza Italia, e Antonio Tirabassi, già consigliere comunale a Mirandola intervenendo rispetto all'annuncio, formalizzato dalla stessa azienda biomedicale con sede a Mirandola, di procedere con lo stop ad una linea di prodotto, prevedendo circa 300 esuberi.
'Già negli anni 2010-11 - proseguono i due consiglieri - abbiamo vissuto la crisi della Gambro e, come Forza Italia, allora PDL, ci siamo mossi fin da subito cercando un’alleanza con i lavoratori, tutte le istituzioni (in Regione c’era la sinistra di Vasco Errani e il ministro era l’azzurro Sacconi) e il management italiano dell’azienda multinazionale. Quest’ultimo aspetto non fu secondario. Consigli comunali in fabbrica, convocazioni dell’ambasciatore svedese, risorse per incentivare la ricerca e sviluppo furono tappe fondamentali, assieme al fatto che la sanità pubblica italiana è uno tra i più importanti clienti. Oggi la partita è più difficile per via della minor complessità e tecnologia del prodotto, ma le strade per far sedere al tavolo una multinazionale di questo calibro ci sono e vanno battute tutte',



