'Ospedali, fermatevi tutti per favore. Il sindaco di Modena ha fatto deflagrare la notizia dell’unificazione a Baggiovara dei due ospedali modenesi. Una rivoluzione a cui si lavora da tempo per superare i doppioni di specialità, aumentare la funzionalità della macchina sanitaria e ridurne gli sprechi. E subito si è scatenata la solita commedia delle parti. La destra non ha saputo che dire, l’ex sindaco Muzzarelli ha colto l’occasione per attaccare il suo successore mentre il PD ha fatto il pesce in barile: ha espresso stupore, quasi non sapesse che da mesi, anni se ne discute anche in commissioni di studio a Modena ed in Regione'. Così, in una nota, Mvp.
'Nessuno, dopo la sparata del sindaco, ha obiettato che non ci sono solo Baggiovara ed il Policlinico ma anche il resto della provincia. Che fare, ad esempio, con l’ospedale di Carpi che sta per essere ricostruito in una nuova sede? E che dire dell’ospedale di Sassuolo, da poco rinnovato, che sorge a poco più di 10 chilometri da Baggiovara? Quali servizi sanitari offrire alla Bassa modenese, da Mirandola a Finale? Si parla molto di primariati, di nuovi grandi cantieri, ma nulla sugli enormi territori privi di presidi ospedalieri minimi.
È necessario un quadro sanitario provinciale (meglio interprovinciale) di adeguamento della rete per adeguarla ai bisogni reali, demografici e sociali. Insomma occorre una discussione aperta e democratica sul PAL, il Piano Attuativo Locale sanitario, non si può partire dalla fine, anche se sono oggi indispensabili le strutture di alta specializzazione - continua Mvp -. Questo dovrebbero spiegarci i sindaci della provincia, sinora inerti. Aspettiamo risposte anche dal presidente della Regione, Michele De Pascale, che non può cavarsela dichiarando che la vera partita è “…come distribuire le specialità fra i due ospedali cittadini”. E poi un investimento di 550 milioni significherà pagare per 30-40 anni enormi rate annuali ai finanziatori con la conseguenza di un blocco totale dei futuri investimenti pubblici locali? Il cambiamento deve garantire comunque la piena natura di servizio pubblico degli ospedali, non scivolare nelle privatizzazioni. E ancora, una tale rivoluzione comporta ovviamente di rivedere l’urbanistica, i trasporti e la mobilità di Modena per adeguarli'.'E allora fermatevi, fateci partecipare alla discussione sull’assistenza sanitaria che ci attende, non solo delle “…grandi vocazioni strategiche, come i trapianti robotici” di cui giustamente parla De Pascale ma anche delle conseguenze e delle difficoltà attuali, a partire dai tempi infiniti d’attesa per la specialistica e gli interventi.


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