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'Nuove regole dati sanitari, si fanno interessi multinazionali'

'Nuove regole dati sanitari, si fanno interessi multinazionali'

Gianluca Sassi ha presentato una interrogazione alla luce della nuova regolamentazione europea su dati sanitari 'che lascia dubbi sulla protezione di tali dati'


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“Nel settore sanitario e farmaceutico viene generata ogni giorno una mole impressionante di dati sanitari e la loro raccolta, conservazione ed elaborazione rappresentano il presupposto per le attività di ricerca scientifica, oltre a rappresentare rischi legati al trattamenti dei dati, se si considera l’obbligo di proteggere tali dati da persone non autorizzate, alla luce anche della forte crescita del fenomeno cybercrime nel settore sanitario, e la tutela del diritto di riservatezza e della dignità dei soggetti coinvolti”.

È questo il commento del consigliere regionale Gianluca Sassi, riguardo alla nuova regolamentazione europea della privacy dei dati sanitari, che permetterebbe l’utilizzo e il trasferimento dei dati sanitari dei pazienti per fini scientifici e statistici a soggetti terzi, che ne facessero richiesta per scopi di ricerca scientifica, senza alcuna autorizzazione dell’interessato e senza diritto dell’interessato ad accedere a questi dati, oggetto di una interrogazione presentata alla Giunta, proprio alla vigilia della operatività della incorporazione di Cup 2000 da parte di Lepida Spa.

In merito alla quale Sassi fa emergere “che tra gli obiettivi di Lepida Spa c’è ha anche la creazione di opportunità per gli operatori ICT del mercato, obiettivo che potrebbe portare CUP 2000, la società che in Emilia Romagna che gestisce le soluzioni digitali per il servizio sanitario regionale (dai servizi di CUP al fascicolo sanitario elettronico), a mettere a disposizione dati sanitari per gli operatori ICT.– spiega Gianluca Sassi.
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– Basti solo pensare che l’ex Presidente del Consiglio Renzi ha sottoscritto a Boston un accordo con Watson Healt, su un sistema di IBM, per sviluppare una nuova generazione di applicazioni e soluzioni sanitarie basate sui dati, per il quale lo Stato italiano si impegna a cedere gratuitamente i dati sanitari di 10 milioni, tra i quali potrebbero esserci dati sanitari di cittadini dell’Emilia-Romagna, per capire che i nostri dati sanitari possono essere ceduti ad aziende multinazionali, senza tener conto in alcun modo della nostra volontà.” 

Nella sua interrogazione Gianluca Sassi chiede alla giunta per sapere “quali azioni intendono mettere in atto, al fine di garantire che il trattamento dei dati sanitari si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell’interessato; se l’incorporazione in Lepida Spa del CUP 2000, la società che in Emilia Romagna che gestisce le soluzioni digitali per il servizio sanitario regionale (dai servizi di CUP al fascicolo sanitario elettronico), pone o meno dubbi sul possibile trasferimento di dati a terzi; e infine se
l’accordo sottoscritto a Boston dall’allora Presidente del Consiglio Renzi e Watson Healt, su un sistema di Ibm per sviluppare una nuova generazione di applicazioni e soluzioni sanitarie basate sui dati, per il quale lo Stato italiano si impegna a cedere gratuitamente i dati sanitari di 10 milioni, comporta cessione di dati sanitari anche della nostra Regione”.
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