Parole chiare che sembravano perentorie. Tanto che subito le agenzie (e i giornali nazionali on line) hanno battuto titoli ad effetto: 'Draghi: sì a obbligo vaccino'. Peccato che 5 secondi dopo il ministro Speranza aggiustava il tiro: 'L'obbligo è già previsto da norma primaria per il personale sanitario - ha detto Speranza - e quindi è una possibilità potenzialmente a disposizione del Governo e del Parlamento'. Che rispetto a 'obbligo vaccinale' vi è una bella differenza...
Insomma Draghi mostra certezza e Speranza ribatte con incertezza. Su un tema così delicato un messaggio quantomeno contraddittorio e spiazzante, peraltro lanciato su una domanda apparentemente estemporenea.
Sì perchè va considerato che il sì di Draghi era riferito alla domanda del giornalista che in premessa affermava che non era possibile ora introdurre l'obbligo: 'Oggi non si può fare perchè è considerato un farmaco emergenziale, ma una volta che l'Ema e l'Aifa avranno stabilito che il vaccino è un farmaco tout court come gli Usa pensa che questo obbligo vaccinale può essere introdotto?'
Insomma un Governo che evidentemente gioca sull'equivoco (legato anche alla domanda) su un tema così dirimente che non può essere liquidato con un secco 'sì': val la pena ricordare che in Italia in base all'articolo 32 della Costituzione l'obbligo vaccinale può essere imposto solo per legge (che va ovviamente approvata dal Parlamento) e a quel punto verrebbe meno anche la necessità di firma del consenso informato. Ovviamente.
Sulla terza dose invece vi è certezza e versioni unanime da Speranza e Draghi: si parte già a settembre con le nuove inoculazioni a chi ha già avuto due dosi.
Giuseppe Leonelli



