Il Teatro Govi, prosegue la direzione, è un “luogo di cultura, pace e speranza che non vuole aprirsi a chi preferisce le bombe alle parole. Siamo consapevoli che essere di nazionalità russa non significhi automaticamente essere guerrafondai e siamo consapevoli che in una guerra a soffrire siano i popoli di tutte le fazioni coinvolte, ma in questo terribile clima mondiale preferiamo prendere una posizione netta, nella speranza che si ritorni alla Pace nel più breve tempo possibile”, concludono.
“Il primo commento che posso fare innanzitutto è che ci scusiamo per aver creato tutto questo ‘vespaio’, per carità, è più che comprensibile nei confronti di moltissime persone. Forse ci siamo anche espressi male: noi non abbiamo assolutamente nulla contro la cultura russa né contro qualunque tipo di cultura, altrimenti non gestiremmo un teatro. È solo un’azione che abbiamo voluto fare a favore della pace. Non dimentichiamo, dopo tutto, che la nostra stessa Costituzione all’articolo 11 dice che ‘l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’. Ci siamo attenuti a questo, ripeto: la nostra è una mossa per la pace”. Così Ivaldo Castellani, direttore artistico del Teatro Rina e Gilberto Govi di Bolzaneto (Genova), interpellato dalla Dire.



