Il 2 maggio, con la scusa di una partita di calcio, affluirono ad Odessa centinaia di ultras da stadio, centinaia di militanti di Pravy Sector (ultra-nazionalisti ucraini) ed estremisti di altri gruppi ucraini che si scontrarono con i manifestanti di segno opposto, alcuni cecchini sui tetti (proprio come a Piazza Maidan) spararono su entrambi i gruppi e quella fu la provocazione che spinse gli ultranazionalisti, armati, a riversarsi in Piazza Kulikova, dove davanti alla Casa dei Sindacati era stato montato un presidio di militanti russofoni di partiti di sinistra; di fronte alla violenza selvaggia dei pro-Maidan i russofoni si rifugiarono nella Casa dei Sindacati che si trasformò in una trappola mortale, vennero lanciate molotov all'interno dell'edificio e coloro che cercavano di scappare dal fuoco vennero fatti oggetto di colpi di arma da fuoco e in alcuni casi finiti a bastonate dopo essersi lanciati dalle finestre per sfuggire al rogo. La mattanza continuò all'interno dell'edificio, con torture e violenze contro uomini, donne e ragazzini, Vadim Papura, 17 anni, venne trascinato fuori dall'edificio e linciato perché per gli assassini 'un comunista merita quella fine'.
I media occidentali hanno cercato di nascondere a lungo la causa di quella orrenda strage che provocò 48 morti accertate e centinaia di feriti, anche se il bilancio reale delle vittime fu probabilmente più alto, nonostante l'ampio materiale fotografico nessun colpevole è mai stato portato in un tribunale.
'La conoscenza e la comprensione di questi fatti sono fondamentali per capire il clima dell'Ucraina del 2014 e le ragioni che hanno spinto la Crimea ed il Donbass a separarsi dall'Ucraina Occidentale, con il Donbass che ha resistito 8 anni all'esercito ucraino, fino al recente intervento russo - si legge in una nota del circolo culturale modenese La Terra dei Padri -. Come associazione ci siamo impegnati nella divulgazione di questi tragici fatti, anche attraverso l'aiuto di Olga Ignatieva (video), una cittadina di Odessa testimone oculare di quel massacro, a cui sfuggì per miracolo, prima di fuggire dall'Ucraina, nel 2015, per le persecuzioni a cui veniva sottoposta, proprio per il suo essere 'scomodo testimone' della strage. Olga tornerà a Modena sabato 14 maggio per raccontare in piazza Matteotti la sua esperienza'.


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