Del resto nella stessa nota ufficiale Pd nella quael la direzione Dem ufficializzava il nome di Enza Rando, la stessa viene ancora definita come vicepresidente Libera.

'In base al codice etico 'Libera non interferisce nelle scelte politiche dei suoi soci e socie, operatori e operatrici, collaboratori e collaboratrici a qualsiasi titolo: su questo terreno valgono i principi di rispetto della libertà individuale e l’apertura al confronto con le diverse culture di cui le scelte dei singoli sono espressione. Al tempo stesso, Libera esige comportamenti che non mettano a rischio il pluralismo dell’Associazione, evitando in modo scrupoloso ogni atto o situazione che possa comprometterne la natura e l’immagine di organismo a-partitico che aderisce ai valori fondanti della Costituzione della Repubblica'. Un principio condivisibile fissato per tutelare la natura apolitica e trasversale della lotta alle mafie, ma allo stesso tempo un principio che mi pare contrasti con una candidatura della vicepresidente nazionale, Enza Rando, nelle fila del Pd - continua Corti -. Già in passato Rando aveva goduto di incarichi nell’orbita del centrosinistra (dal consiglio della Fondazione Cassa Risparmio di Modena a consulenze per la Regione guidata da Bonaccini) ma la candidatura organica è un vero cambio di passo. Credo a questo punto sia giusto che il Pd chiarisca il contesto nel quale è maturata la candidatura della dottoressa Enza Rando e se la dottoressa intenda o meno mantenere il suo ruolo di numero due di don Luigi Ciotti. Allo stesso modo mi aspetto di sapere quale sia la posizione di Libera su tale candidatura'.
'Ne va della autorevolezza e della indipendenza della nota associazione antimafia affinchè possa continuare, senza interferenze di parte, la lotta per la legalità e nel contrasto alle mafie.

