Si tengono per mano i portuali, piangono e pregano, mentre la polizia continua le cariche.
Con orgoglio resistono e dicono di non voler mollare. Immagini che lasciano senza parole e che - come detto - dimostrano la colpevole solitudine nella quale i corpi intermedi (sindacati, partiti, associazioni di categoria) hanno lasciato questi lavoratori.
Soli, costretti a vestire contemporaneamente i panni dei contestatori di piazza e quelli dei mediatori. Anche sbagliando, cadendo in tranelli mediatici (come le dimissioni e il balletto dei comunicati di ieri) e in balia di un sistema dei media che non vede l'ora di delegittimarli.
Eppure hanno resistito i portuali. E le lacrime di Puzzer di oggi, l'orgoglio dei cori di chi non vuole mollare, sono la fotografia di un Paese che sta uscendo sconfitto.
Perdono le istituzioni che devono ricorrere a idranti contro migliaia di persone sedute e non violente.
Perdono gli agenti di polizia, costretti, loro malgrado, a obbedire agli ordini.
Perdono le agenzie che dovrebbero fare rappresentanza, a partire dai sindacati, proprio per evitare queste derive.
E soprattutto perdono i cittadini. Perdono gli italiani, indipendentemente dal pensiero di ciascuno sul Green Pass. Perchè oggi, l'acqua di quegli idranti, spegne un diritto fondamentale in democrazia. Il diritto di contestare pacificamente.
Giuseppe Leonelli


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