Il punto di partenza della contestazione è tecnico ma sostanziale: la tempistica. Secondo USB, l'azienda e le organizzazioni sindacali firmatarie avrebbero agito al di fuori del perimetro temporale stabilito dai precedenti accordi.
'L'accordo sul PDR firmato da tutte le sigle sindacali firmatarie in Seta prevedeva che l'azienda avrebbe convocato le organizzazioni sindacali nel caso non fosse avvenuta la riduzione dei sinistri, per cambiare i criteri. Seta doveva convocare le parti entro marzo 2025, mentre la convocazione e la firma per modificare l'accordo è avvenuta nei termini scaduti'- afferma USB.
'Da questo punto di vista diamo ragione alla Cisl, perché doveva rimanere tutto invariato per un accordo triennale sul pdr scaduto, che andava riscritto nel 2027. Le altre 4 sigle stanno solo facendo una propaganda ingannevole, viste le responsabilità che hanno, non avendo tutelato gli autisti di seta, dicendo solo in parte la verità'.
L'accusa rivolta alle altre sigle sindacali (Cgil, Uil, Faisa e Ugl) è quella di cercare una legittimazione 'facile', diluendo il malumore dei conducenti con il voto del personale amministrativo o degli uffici, che non subirebbe le decurtazioni del premio in caso di incidenti.
Il prossimo 5 maggio i lavoratori di Seta sono chiamati alle urne aziendali per confermare o bocciare l'accordo. Ma per USB, questa consultazione è una 'beffa'. Il motivo risiede nella platea degli elettori rispetto ai contenuti dell'accordo: la modifica più controversa riguarda infatti le penali sui sinistri stradali, una voce che incide esclusivamente sulla busta paga degli autisti.
'Hanno proposto un referendum per il 5 maggio per cercare il consenso dei lavoratori, con la beffa di pretendere il voto da tutti i dipendenti di Seta, mentre la modifica dell'accordo sulla parte relativa ai sinistri riguarda solo gli autisti'.


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