Mentre sul palco del Concertone del Primo Maggio si alternano artisti e slogan, c'è chi continua con forza a porre il tema della contraddizione di una festa dei lavoratori celebrata dopo mesi di discriminazione subite da una fetta di lavoratori sprovvisti di green pass.
A parlare è il professor Francesco Benozzo, professore di Filologia e linguistica all’Università di Bologna, ininterrottamente candidato al Premio Nobel per la Letteratura dal 2015.
'Ed eccoci ai fumosi e ridicoli discorsi del Primo Maggio, da parte degli esponenti politici del dispositivo di soggiogamento che ha tolto il lavoro a migliaia di cittadini sulla base di decreti liberticidi e perversi - afferma Benozzo -, e da parte degli artisti, cantanti, sindacalisti e intellettuali che hanno appoggiato, complici come sempre, la messinscena governativa'.
'Primo maggio, ridicoli discorsi di politici e artisti complici di decreti liberticidi'
'Artisti, cantanti, sindacalisti e intellettuali hanno appoggiato, complici come sempre, la messinscena governativa'
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