I segretari cittadino e provinciale del Partito Democratico di Modena sono intervenuti in merito agli sviluppi della vicenda legata all’ammanco di risorse che ha coinvolto l’Agenzia per la Mobilità di Modena (Amo) e il lavoro svolto dall’attuale amministratore unico Andrea Bosi
'Nel voler attaccare Stefano Reggianini, Fratelli d’Italia vuole unicamente infangare l’ex segretario del PD e quindi il Partito Democratico stesso, sostenendo incredibilmente, dal punto di vista giuridico, che in forza e in funzione del ruolo di Amministratore Unico che ricopriva, avrebbe dovuto farsi carico dell'intero ammanco fatto, come è noto, non certo da lui ma da una terza persona indagata, e questo addirittura anche per gli anni in cui non aveva nessun rapporto lavorativo con Amo - afferma il segretario cittadino del Partito Democratico Diego Lenzini - tutto ciò va oltre le divergenze di opinioni e il buon senso, qualificando Fratelli d'Italia e il loro modo strumentale di fare politica'.
'Tutti ormai sappiamo che qualcuno, non certo gli ex Amministratori, si è fatto bonifici per quasi mezzo milione sul proprio conto corrente e da qui si deve partire: c’è una persona, attualmente indagata per peculato, che si è appropriata di soldi pubblici, ne deve rispondere e restituirli – prosegue Lenzini - riguardo alle
responsabilità che gravano su chi doveva controllare questa persona, le norme e lo statuto della società sono molto chiare e distinguono le funzioni di Amministratore Unico da quelle di Direttore'.'Tutto ciò è chiaramente esplicitato in una perizia di tecnici, esperti ed avvocati, ai quali si è affidata la società, che individua esattamente le somme imputabili alla responsabilità degli ex Amministratori - ribadisce - e che Bosi ha applicato alla lettera nella ferma e condivisa volontà di recuperare l'intera somma sottratta. E’ pertanto la perizia tecnica che fondamentalmente Fratelli d'Italia mette in discussione e non l'operato di Bosi'.
'Fratelli d’Italia ha fatto fare una sua perizia dalla quale emergerebbero valutazioni giuridiche opposte a quelle a cui è giunta la perizia commissionata da AMO? – evidenzia il segretario cittadino - se così fosse ne chiediamo sin d’ora una copia da condividere con i cittadini, con AMO e i suoi soci, mentre in caso contrario Fratelli d’Italia, come al solito, alza un polverone per attaccare a prescindere il PD, senza avere niente in mano e senza, cosa ancor più grave, fare gli interessi di AMO e della collettività'.
'Nessuno sconto fatto quindi agli ex Amministratori Unici ma la scelta migliore, fatta da AMO in base
'Il tempo e la verità sono galantuomini e il fatto che sia stato reso pubblico il Verbale di Assemblea dei Soci che certifica il lavoro dell’attuale amministratore unico Bosi - fa notare - oltre alla disponibilità degli amministratori precedenti di rifondere le cifre di cui sono stati ritenuti indirettamente responsabili, per poi rivalersi su chi si è intascato i soldi, è solo un fatto positivo. Ora non rimane che la giustizia penale faccia il suo corso e accerti la responsabilità di chi si è appropriato dei soldi pubblici'.
'Siamo di fronte a parole strumentali e fuorvianti - commenta il segretario provinciale del PD Massimo Paradisi – gli esponenti di Fratelli d’Italia sembrano, prima di tutto, dimenticare un principio cardine sancito dalla Costituzione, ossia che la responsabilità penale è personale e individuale. Proprio per questo sorprende il silenzio assordante, se paragonato alla fermezza invocata per altri, nei confronti di chi materialmente si sarebbe appropriato di risorse pubbliche.
'In secondo luogo, è bene ribadire con forza che tutte le decisioni assunte sono state deliberate dall’assemblea dei soci all’unanimità e sempre sulla base di solidi presupposti – aggiunge Paradisi - non vi è stata alcuna azione discrezionale o arbitraria, ma un percorso condiviso, trasparente e fondato su elementi oggettivi sempre condivisi con l’assemblea dei Soci'.
'Siamo di fronte ad un paradosso per il quale il centrodestra, pur di attaccare il Partito Democratico, smentisce i suoi stessi sindaci che hanno sostenuto quelle decisioni – afferma il segretario provinciale – e alla luce di ciò, appare evidente come l’obiettivo di Fratelli d’Italia non sia quello di contribuire responsabilmente al recupero delle risorse e alla tutela dell’interesse collettivo, bensì quello di alimentare un polverone politico, piegando una vicenda delicata a fini di propaganda'.
'Emblematica, in questo senso, è la ventilata ipotesi di un ricorso alla Corte dei Conti, che appare priva di fondamento giuridico – prosegue - Amo non è un’amministrazione pubblica né una società in house e, pertanto, non rientra nella giurisdizione della Corte dei Conti'.
'Serve invece serietà, senso delle istituzioni e rispetto dei fatti – concludono Lenzini e Paradisi - noi continueremo a lavorare in questa direzione, senza prestare il fianco a operazioni che nulla hanno a che vedere con la ricerca della verità e la tutela dell’interesse pubblico'.



