'Nel 2025 la Regione aveva stimato il fabbisogno sanitario in 10,079 miliardi di euro, mentre oggi il presidente De Pascale parla di pareggio di bilancio – ha proseguito il capogruppo azzurro – Per il 2026, il fabbisogno sale a 10,2 miliardi: 121 milioni in più, pari a un incremento della spesa dell’1,21%. Nel frattempo, il Fondo sanitario nazionale è stato portato a 143,1 miliardi di euro, con un aumento di circa 6,6 miliardi rispetto al 2025, pari a una crescita del 4,8%. Un dato che rende ancora più necessario fare chiarezza su come vengono utilizzate le risorse a livello regionale. Quindi, se la narrazione di De Pascale fosse vera, l’Emilia-Romagna ha avuto da Roma un 3,6% di risorse in più da spendere. Se così fosse, sarebbe stato più giusto aggredire le liste d’attesa'.
Vignali interviene anche sul Fondo regionale per la non autosufficienza: 'Il suo aumento viene oggi presentato come un risultato politico, ma in realtà deriva da scelte già adottate lo scorso anno attraverso pesanti sacrifici chiesti a cittadini e imprese. Già nel 2025, infatti, con l’aumento di IRAP, addizionale IRPEF, bollo auto e l’introduzione del ticket sui farmaci era stato previsto di destinare parte delle risorse proprio a questo fondo. Pertanto, rivendicare oggi il passaggio da 568 a 600 milioni non rappresenta una novità: era già previsto nel bilancio pluriennale 2025-2027. Guardando avanti, nel 2027 si potrà facilmente annunciare un ulteriore incremento di circa 25 milioni, superando stabilmente quota 600 milioni. Il punto vero è che questi aumenti sono resi possibili dall’aumento della pressione fiscale regionale – ha concluso – Nel 2026 gli emiliano-romagnoli verseranno circa 450 milioni di euro in più tra tasse, imposte e balzelli regionali'.



