'Sono stato un parlamentare di collegio. Nessuno, ad esempio, potrà mai rimproverarmi all’Aquila di essermi comportato da estraneo: un patrimonio di progettualità e di umanità che non intendo disperdere. E il mio obiettivo resta quello di una politica che si possa qualificare sull’impegno e sulla competenza e possa per questo coprire quello spazio centrale che la degenerazione di Forza Italia ha lasciato pericolosamente sguarnito, in una scelta di campo – quella che ci vede con il centrodestra - che ritengo condivisibile perché “centro” non può certo significare farsi venire la labirintite appresso a una persona dall’atteggiamento e dall’orientamento instabile. Questo spazio centrale è stato negli anni occupato da alcuni piccoli “centrini” un po’ stantii che, anche a causa di presenze delle quali non ci si riesce a liberare, si sono col tempo trasformati in uffici di collocamento per leader in difficoltà. Quanto al nostro giovane partito, in questi mesi ho potuto constatare la presenza di impegni genuini e forti che convivono con atteggiamenti che tendono a considerare la partecipazione a un’intrapresa politica una rendita di posizione da far valere alla bisogna. Credo che a tutto questo sia necessario reagire politicamente affinché anche questa occasione non vada sprecata e perché una giusta concezione della politica e della vita di partito possa affermarsi e prevalere. Anche per queste ragioni, oltre che per motivazioni strettamente personali, ho deciso di mettere il mio seggio a disposizione del partito e di non candidarmi a queste elezioni. Non è certo una scelta di disimpegno: resto accanto a tutti voi nelle mie funzioni di coordinatore nazionale di “Italia al Centro” e, inoltre, intensificherò ancor di più l’impegno della Fondazione Magna Carta perché sia un crogiuolo di idee e di classe politica.
Io ci sono.



