E' quanto dichiara Andrea Mazzi, capogruppo di Modena in Ascolto, in merito alla sicurezza idraulica e al rischio idraulico al quale esposto direttamente anche il capoluogo. 'Secondo l'ultima variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, Ponte Alto è l'unico manufatto nel tratto arginato fino a Cavezzo a presentare un franco idraulico negativo'.
'Ancora più allarmante - prosegue Mazzi - lo scenario descritto da uno studio del 2019 del professor Paolo Mignosa dell'Università di Parma: in caso di rottura arginale in corrispondenza di Ponte Alto, l'onda di piena allagherebbe ampie porzioni del territorio comunale — dalla frazione Tre Olmi alla Sacca, dalla Madonnina alla Crocetta — con altezze d'acqua fino a tre metri e velocità superiori a un metro al secondo, già pericolose per l'incolumità delle persone.
Sul piano della sicurezza idraulica, un ponte con un franco idraulico negativo significa che il livello dell'acqua durante una determinata piena (nel caso di Ponte Alto anche una piena ordinaria con tempo di ritorno 20 anni), supera la quota più bassa della campata del ponte, sommergendo parzialmente o totalmente la struttura.
In condizioni di sicurezza normali, il franco idraulico deve essere positivo. Questo garantirebbe uno spazio libero tra il pelo dell'acqua e il ponte per evitare interferenze con il flusso. Un franco negativo rappresenta una condizione di grave rischio idraulico e strutturale. Un rischio questo ultimo, compensato dal grande lavoro di innalzamento e potenziamento degli argini a monte del ponte che hanno portato però gli argini stessi a raggiungere la quota del piano stradale del ponte generando il rischio di un effetto diga del ponte stesso.
'Ho depositato un'interrogazione al Sindaco e alla Giunta – spiega Mazzi – per chiedere se siano a conoscenza degli studi tecnici citati, se sia mai stata elaborata una soluzione progettuale per Ponte Alto e con quali parametri, se siano state avviate interlocuzioni con AIPO e Soprintendenza e se non si ritenga necessario stanziare le risorse per avviare la progettazione già nel bilancio 2027'.
'Sono dati che parlano da soli — conclude Mazzi —.


