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'Dig Festival Bella Ciao, basta soldi pubblici per propaganda pro-pal sotto il paravento del giornalismo investigativo'

'Dig Festival Bella Ciao, basta soldi pubblici per propaganda pro-pal sotto il paravento del giornalismo investigativo'

Dopo la pubblicazione del programma e la conferma della presenza di Francesca Abanese, il capogruppo Lega torna alla carica e rincara la critica all'evento. 'Soldi dei cittadini per chi ha mortificato le istituzioni. Anzichè rinnovare il sindaco revochi la convenzione'


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'Già era discutibile destinare 100.000 euro di soldi pubblici oltre che spazi comunali a titolo gratuito a un Festival che in nome del giornalismo investigativo veicola da anni una sempre più smaccata attività di nicchia e di propaganda ideologica, politica e pro Pal, ma la notizia della presenza di Francesca Albanese, dopo le polemiche dello scorso anno, va oltre ogni immaginazione e pudore politico e istituzionale'. Così il consigliere Capogruppo Lega Giovanni Bertoldi, che già nei giorni scorsi, quando non era ancora reso noto il programma di Dig, Festival del giornaismo investigativo, aveva depositato una interrogazione comunale per conoscere i presupposti del finanziamento pubblicamento pubblico da 100.000 euro concesso dall'amministrazione comunale e la convenzione triennale rinnovata con la stessa associazione per l'organizzazione della manifestazione per il 2026 e per i due anni successivi. Una spesa già criticata nell'opportunità ma che ha portato il consigliere a rincararne la dose nel momento in cui dal programma, ufficializzato martedì, è emerso anche il nome di Francesca Albanese, la cui presenza e le cui parole, già lo scorso anno, avevano aperto un caso politico.
'Non possiamo dimenticare che in Consiglio Comunale lo stesso Mezzetti, riferendosi all’episodio di Reggio Emilia, in cui l’Albanese aveva contestato il sindaco Massari, precisò che se quell’episodio fosse avvenuto prima della visita a Modena, all'edizione del DIG, non le avrebbe consegnato il “Grosso” d’argento.
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Oggi, invece, il Comune finanzia il ritorno di Francesca Albanese nella nostra città dopo avere offeso le istituzioni democratiche: è inaccettabile che anche solo un euro di denaro pubblico sia speso per sostenere la sua inopportuna nuova presenza. Siamo al limite della provocazione politica che quest’anno non si nasconde nemmeno più, visto il titolo e l’obiettivo dichiarato degli organizzatori: intonare il grande canto partigiano “Bella Ciao”. Anche perché il resto è costituito da un elenco di giornalisti e di eventi con chiara matrice politica ed ideologica di cui nessuno sentirebbe la mancanza. A tutto c’è un limite. I soldi che i cittadini si vedono negare per iniziative ed interventi sociali e di pubblica utilità non possono essere spesi in questo modo. Anche nel rispetto di altre manifestazioni ben più di interesse pubblico e di maggiore valenza culturale che non ricevono nemmeno un decimo di quanto riceve DIG o si vedono negati sostegni.
I cittadini non possono continuare a vedere sperperare i soldi delle proprie tasse per finanziare una serie di eventi di propaganda politica, schiere di auto blu per gli ospiti e salottini radical chic'

A destare ulteriori preoccupazioni per il capogruppo Lega sono gli incontri previsti con gli studenti delle scuole: 'Il Comune dovrebbe garantire pluralismo, confronto e libertà di pensiero, non favorire iniziative che rischiano di presentare ai ragazzi una lettura ideologica di parte di questioni politiche internazionali estremamente complesse. A meno che l'obiettivo sia proprio di indottrinarli per preparare i futuri partecipanti alle manifestazioni pro Pal o per ingrossare le file dei movimenti antagonisti.
Il tutto sotto l'etichetta del giornalismo investigativo che anche quest’anno evita ad arte di affrontare i veri problemi che, confermati dall’attualissimo caso Report, attraversano la dimensione nazionale.
La misura è colma e il Sindaco, anziché rinnovare la convenzione, nelle condizioni attuali dovrebbe interromperla. Dovrebbe farlo nell'interesse dei cittadini e in nome delle istituzioni che Francesca Albanese ha mortificato” - chiude Bertoldi


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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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