Modena azionista di un quotidiano torinese
La composizione azionaria rende l'operazione ancora più interessante. La Stampa SAE vede SAE Piemonte al 51%, Fondazione 9 Febbraio 1867 al 22%, Partecipazioni Associazioni Industriali Piemonte all'8,33%, Fondazione di Modena al 6,67%, Reale Mutua al 6%, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo al 5% e Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi all'1%. Quasi tutti soggetti per i quali il legame con La Stampa e con il Piemonte appare immediatamente comprensibile. Poi c'è Fondazione di Modena. La stessa presentazione pubblica dell'operazione distingueva gli azionisti piemontesi, sottolineandone la volontà di consolidare il rapporto fra il territorio e la storica testata, dalla Fondazione modenese, aggiunta con una quota del 6,67%. E allora la prima domanda è elementare: quale interesse territoriale ha la Fondazione di Modena nell'editore de La Stampa di Torino?Prima Carimonte, adesso direttamente la Fondazione
La domanda diventa ancora più interessante se si guarda a ciò che è accaduto nei due anni precedenti. Nel luglio 2024 Carimonte Holding, controllata al 59,964% dalla Fondazione di Modena, entra nel capitale di Gruppo SAE, proprietario, tra gli altri quotidiani, proprio della Gazzetta di Modena. I bilanci di Carimonte che La Pressa ha acquisito hanno consentito di quantificare l'operazione: 2.035.805 euro nel 2024. Nel 2025 il valore contabile della partecipazione sale ulteriormente a 2.535.805 euro. E proprio nel marzo 2025 Massimo Giusti entra nel CdA di Gruppo SAE e, nove giorni dopo, anche in quello di Carimonte. Ora scopriamo il passaggio successivo.Perché ancora SAE?
È questo il punto politico e istituzionale della vicenda. Siamo davanti a due operazioni societariamente differenti: Carimonte possiede una quota di Gruppo SAE; Fondazione di Modena possiede direttamente il 6,67% di La Stampa SAE. Ma il denominatore comune è evidente: SAE. E se per gli investitori piemontesi il senso dell'operazione La Stampa è stato pubblicamente ricondotto anche al radicamento territoriale del quotidiano, per la Fondazione modenese quella spiegazione evidentemente non basta. Perché Modena investe 2 milioni di euro a Torino? Qual è il rendimento atteso? Quale valutazione del rischio è stata effettuata? Quale interesse economico, strategico o istituzionale giustifica la partecipazione? E soprattutto: per capire i due milioni investiti ne La Stampa bisogna guardare soltanto al quotidiano torinese o al rapporto più complessivo che Fondazione di Modena e Carimonte hanno progressivamente costruito con Gruppo SAE?E ai modenesi chi lo ha spiegato?
La partecipazione della Fondazione ne La Stampa SAE non è segreta.Ed è proprio per questo che conoscere partecipazioni e milioni investiti non basta più. La Fondazione dovrebbe spiegare pubblicamente perché ha scelto SAE. E perché, dopo l'investimento indiretto attraverso Carimonte, abbia deciso di investire altri 2 milioni direttamente in una società editoriale dello stesso sistema. I numeri ormai li conosciamo. È il progetto che continua a non essere spiegato.


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