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Fondazione di Modena, altri 2 milioni nell'editoria: è socia direttamente de La Stampa SAE

Fondazione di Modena, altri 2 milioni nell'editoria: è socia direttamente de La Stampa SAE

Dopo l'ingresso di Carimonte nel Gruppo SAE, la Fondazione acquista direttamente il 6,67% della società editrice del quotidiano torinese. Perché ancora SAE?


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Dalla Gazzetta di Modena a La Stampa. E questa volta Carimonte non c'entra. Dopo quanto emerso dall'inchiesta de La Pressa sull'ingresso di Carimonte Holding nel capitale di Gruppo SAE, editore anche della Gazzetta di Modena, un nuovo documento aggiunge un tassello ben più diretto al rapporto tra il sistema Fondazione di Modena e il gruppo editoriale guidato da Alberto Leonardis. La Fondazione di Modena è infatti direttamente azionista di La Stampa SAE S.p.A., la società che ha acquisito lo storico quotidiano torinese. Non attraverso Carimonte, controllata al 59,964%. Questa volta è la Fondazione in prima persona. E l'investimento non è marginale: 2 milioni di euro. La documentazione societaria di La Stampa SAE certifica che il 18 giugno 2026 la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha sottoscritto 2 milioni di azioni di categoria C, per un valore nominale complessivo di 2 milioni di euro. Su un capitale sociale di 30 milioni, significa il 6,67% della società.

Modena azionista di un quotidiano torinese

La composizione azionaria rende l'operazione ancora più interessante. La Stampa SAE vede SAE Piemonte al 51%, Fondazione 9 Febbraio 1867 al 22%, Partecipazioni Associazioni Industriali Piemonte all'8,33%, Fondazione di Modena al 6,67%, Reale Mutua al 6%, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo al 5% e Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi all'1%.
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Quasi tutti soggetti per i quali il legame con La Stampa e con il Piemonte appare immediatamente comprensibile. Poi c'è Fondazione di Modena. La stessa presentazione pubblica dell'operazione distingueva gli azionisti piemontesi, sottolineandone la volontà di consolidare il rapporto fra il territorio e la storica testata, dalla Fondazione modenese, aggiunta con una quota del 6,67%. E allora la prima domanda è elementare: quale interesse territoriale ha la Fondazione di Modena nell'editore de La Stampa di Torino?

Prima Carimonte, adesso direttamente la Fondazione

La domanda diventa ancora più interessante se si guarda a ciò che è accaduto nei due anni precedenti. Nel luglio 2024 Carimonte Holding, controllata al 59,964% dalla Fondazione di Modena, entra nel capitale di Gruppo SAE, proprietario, tra gli altri quotidiani, proprio della Gazzetta di Modena. I bilanci di Carimonte che La Pressa ha acquisito hanno consentito di quantificare l'operazione: 2.035.805 euro nel 2024. Nel 2025 il valore contabile della partecipazione sale ulteriormente a 2.535.805 euro. E proprio nel marzo 2025 Massimo Giusti entra nel CdA di Gruppo SAE e, nove giorni dopo, anche in quello di Carimonte. Ora scopriamo il passaggio successivo.
Nel giugno 2026 non è più soltanto la controllata Carimonte a investire nel sistema SAE: è la Fondazione di Modena direttamente a mettere altri 2 milioni di euro in La Stampa SAE. E La Stampa SAE non è una società estranea al gruppo: risulta sottoposta all'attività di direzione e coordinamento di Gruppo SAE.

Perché ancora SAE?

È questo il punto politico e istituzionale della vicenda. Siamo davanti a due operazioni societariamente differenti: Carimonte possiede una quota di Gruppo SAE; Fondazione di Modena possiede direttamente il 6,67% di La Stampa SAE. Ma il denominatore comune è evidente: SAE. E se per gli investitori piemontesi il senso dell'operazione La Stampa è stato pubblicamente ricondotto anche al radicamento territoriale del quotidiano, per la Fondazione modenese quella spiegazione evidentemente non basta. Perché Modena investe 2 milioni di euro a Torino? Qual è il rendimento atteso? Quale valutazione del rischio è stata effettuata? Quale interesse economico, strategico o istituzionale giustifica la partecipazione? E soprattutto: per capire i due milioni investiti ne La Stampa bisogna guardare soltanto al quotidiano torinese o al rapporto più complessivo che Fondazione di Modena e Carimonte hanno progressivamente costruito con Gruppo SAE?

E ai modenesi chi lo ha spiegato?

La partecipazione della Fondazione ne La Stampa SAE non è segreta.
È pubblica e la presenza del socio modenese è stata riportata anche nelle cronache nazionali dell'acquisizione. Il punto è un altro. Non abbiamo trovato una comunicazione della Fondazione di Modena rivolta al territorio modenese nella quale venga spiegato perché 2 milioni di euro del patrimonio dell'ente siano stati investiti direttamente in una società editoriale torinese. E la questione assume un peso diverso alla luce di ciò che avevamo già scoperto. Prima Carimonte entra nel capitale del gruppo che possiede la Gazzetta di Modena. Poi incrementa l'investimento. Nel frattempo Giusti entra nei due consigli di amministrazione. Infine la Fondazione stessa investe direttamente altri due milioni in una società editoriale del sistema SAE. Non spetta a La Pressa attribuire a questa sequenza finalità che i documenti non dimostrano. Ma una domanda ormai è inevitabile: che cosa cerca la Fondazione di Modena nel sistema editoriale SAE? La domanda riguarda ancora di più i modenesi perché SAE non è un gruppo editoriale qualsiasi per questa città. È il proprietario della Gazzetta di Modena.
Ed è proprio per questo che conoscere partecipazioni e milioni investiti non basta più. La Fondazione dovrebbe spiegare pubblicamente perché ha scelto SAE. E perché, dopo l'investimento indiretto attraverso Carimonte, abbia deciso di investire altri 2 milioni direttamente in una società editoriale dello stesso sistema. I numeri ormai li conosciamo. È il progetto che continua a non essere spiegato.
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