Un rapporto quello della associazione organizzatrice con il potere politico al governo della città consolidato e strutturato in una convenzione triennale rinnovata proprio quest'anno in cui il Comune diventa non solo principale e fondamentale finanziatore (senza i soldi pubblici che il sindaco Mezzetti ha deciso non solo di confermare ma di anticipare al 60% nei giorni scorsi il festival non potrebbe essere realizzato), ma anche il soggetto con diritto di condividere e contribuire all'elaborazione del programma.
Cuore del programma cinematografico di DIG Festival 2026 saranno i venticinque documentari finalisti dei DIG Awards, selezionati tra gli oltre 300 lavori arrivati con la open call da redazioni, broadcaster e produttori indipendenti di tutto il mondo.
I premi saranno decisi dalla giuria internazionale di DIG, in cui siedono autori e produttori delle migliori testate del giornalismo di inchiesta e del documentario.
L'Associazione DIG - ETS si dichiara orgogliosa di portare a Modena nella veste di Presidente della Giuria 2026 il regista croato Igor Bezinović, acclamato a livello internazionale per il suo documentario Fiume o morte! (2025), che ha vinto il Tiger Award e il FIPRESCI Award al Rotterdam International Film Festival, il premio come miglior documentario alla 38° edizione degli European Film Awards, e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti di critica.
Anche quest'anno la giuria internazionale sarà composta di giornalisti
Oltre ai DIG Awards delle cinque categorie video (Short, Reportage e Investigative Medium, Reportage e Investigative Long), la giuria DIG 2026 dovrà anche decidere il vincitore del DIG Pitch «Matteo Scanni», l'unico premio in denaro del Festival, con un contributo fino a 15mila euro a un documentario di inchiesta in fase di sviluppo o produzione. La sessione dal vivo in cui i dieci team finalisti presentano i propri progetti è in programma la mattina di venerdì 25 settembre.
Sono previsti trenta talk pubblici con ospiti di primo piano nazionali e internazionali, alcuni dei quali organizzati in collaborazione con realtà del giornalismo mondiale come BBC e Journalismfund.
Il direttore de il Manifesto Andrea Fabozzi, lo scrittore e insegnante Christian Raimo, la scrittrice Veronica Raimo, lo scrittore Wu Ming 1; Eva Galperin, direttrice per la Cybersecurity della Electronic Frontier Foundation; la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese; Joanna Kao, responsabile del programma AI Accountability Network del Pulitzer Center; il direttore de il Fatto quotidiano Marco Travaglio; i giornalisti Stefano Feltri, Giorgio Mottola, Federica Tourn, Valerio Renzi, Elisabetta Tola, Christian Elia, Paolo Mondani, Lorenzo Bagnoli; la docente di diritto costituzionale dell'Università di Torino Alessandra Algostino; Angelo Boccato, giornalista italo-dominicano e autore del libro L'ombra lunga dell'impero; Giulia Siviero, giornalista de Il Post e autrice del saggio Fare femminismo (Nottetempo, 2024); Chiara Alessi, scrittrice e saggista, autrice di La sedia del sadico. Il design sul corpo delle donne (Laterza, 2026); Ilaria Favretto, docente a Kingston University di Londra; lo scrittore Valerio Monteventi; Daniel Adamson, produttore esecutivo e cofondatore di BBC Africa Eye; l'esperto di diritto penale nell'economia e consulente di pm e giudici Gian Gaetano Bellavia; Daniel Howden, managing director di Lighthouse Reports, a lungo corrispondente estero per Economist, Guardian e Independent ed esperto di migrazioni; Leila Belhadj Mohamed, giornalista esperta di migrazioni, diritti umani e geopolitica dell'area SWANA; la reporter italiana, specializzata in aree di crisi e conflitti, Laura Silvia Battaglia; i giornalisti Emanuele Giordana e Giuliano Battiston, autori del libro Su due lati del confine. Rohingya, cronache di un popolo perseguitato (add editore, 2026); lo scrittore Adam Becker, giornalista scientifico e firma di New York Times, BBC, NPR e Scientific American.
In programma anche panel con autori e protagonisti dei più interessanti podcast nazionali e internazionali. Quest'anno saranno sei i podcast finalisti della categoria Audio dei DIG Awards che saranno valutati dalla giuria specializzata, coordinata dal giornalista Angelo Miotto, storica voce di Radio Popolare, e composta da Adèle Humbert, giornalista investigativa francese e CEO della società di produzione audio Insider Podcast, Giulia Nucci, executive producer dei podcast RAI, e Jonathan Zenti, autore e produttore di podcast.
DIG è anche cinema e grandi documentari: per cinque giorni nelle sale dello storico Cinema Astra saranno proiettati i film finalisti nelle cinque categorie video dei DIG Awards, alla presenza degli autori. Oltre ai titoli in concorso, l'edizione del 2026 sarà ricca di proiezioni fuori concorso. Tra queste, l'anteprima nazionali di Ghost in the Machine, il documentario di Valerie Veatch, presentato al Sundance 2026, che ricostruisce la storia rimossa dell'intelligenza artificiale come tecnologia plasmata fin dalle origini da razzismo, eugenetica e rapporti di potere. Anteprima nazionale anche per 80 Angry Journalists, il documentario del 2026 diretto da András Földes e Anna Kis che racconta le dimissioni di massa di oltre ottanta giornalisti da Index.hu, la più grande testata giornalistica indipendente ungherese, dopo che le pressioni politiche ne avevano compromesso l'indipendenza editoriale.
Dal punto di vista delle arti performative, presso il Centro Culturale Giacomo Alberione andrà in scena The Game della compagnia svizzera Trickster-p, un progetto che indaga il rapporto tra performance, gioco e società e che approda a DIG 2026 grazie alla collaborazione con il Collettivo Amigdala, con il sostegno di Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la cultura. In programma cinque repliche, da venerdì a domenica.
DIG ospiterà tre grandi serate di musica nella Chiesa di San Carlo. Venerdì 25 sarà protagonista una line-up eccezionale: la compositrice, sassofonista e musicista elettronica Laura Agnusdei, il compositore e cantautore Krano, vincitore del David di Donatello 2026 con il brano «Ti» contenuto nella colonna sonora del film Le città di pianura di Francesco Sossai, e Mai Mai Mai, il progetto audio/video dell'artista Toni Cutrone. Sabato 26 si terrà il doppio concerto nato dalla nuova collaborazione con il Modena Belcanto Festival, la rassegna del Teatro Comunale diretta dal Maestro Aldo Sisillo: l'artista statunitense Lisel, nome d'arte di Eliza Bagg, vocalist e compositrice formatasi sul repertorio polifonico rinascimentale e oggi tra le voci di riferimento della scena sperimentale internazionale, salirà sul palco dopo l'esecuzione di una composizione per soprano, due flauti, due clarinetti, pianoforte e quartetto d'archi del Maestro Mauro Montalbetti dedicata alla resistenza civile e scritta su testi del poeta Flaviano Pisanelli, ordinario di letteratura italiana all'Università di Montpellier. Domenica 27, infine, il concerto esclusivo del trio L'Antidote, una delle realtà più originali emerse negli ultimi anni nel panorama crossover tra jazz contemporaneo, musiche del Mediterraneo e scrittura d'autore, il miglior antidoto al rumore sporco del presente con cui chiudere la dodicesima edizione del Festival.
La rassegna DIG at School tornerà ad aprire le prime giornate del Festival: le mattine del 23, 24 e 25 settembre, al Cinema Astra, gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Modena e Bologna, accompagnati dai loro insegnanti, parteciperanno alle proiezioni dei documentari d'inchiesta scelti per loro dal Direttivo dell'Associazione DIG. Ogni proiezione sarà seguita da un dialogo in sala con gli autori, in cui le studentesse e gli studenti potranno porre domande e confrontarsi sui temi affrontati. Il progetto, dopo i successi nelle edizioni 2024 e 2025, ha già raccolto per il 2026 oltre 1200 adesioni da sei istituti.
Il programma è arricchito da tre mostre. La personale di Mad Meg, l'acclamata artista francese che ha realizzato il «DIG Watchdog 2026» - il cane da guardia simbolo del Festival che ogni anno si rinnova ed è sempre affidato a un artista diverso - è prodotta in esclusiva grazie alla collaborazione con Andrea Losavio e Galleria D406 e sarà allestita nella Chiesa del Complesso San Paolo. Femminismo, decolonizzazione, ambientalismo e attenzione al capitalismo tecnologico sono le direttrici del lavoro di Mad Meg, in dialogo diretto con i temi cari al Festival. La sede dell'Associazione DIG ospiterà la mostra «Testimoni/02». Dopo il successo di «Testimoni/01», presentata nell'edizione 2025, il curatore Stefano Ricci, artista e docente, porta a Modena le opere delle studentesse e degli studenti dell'accademia di Belle Arti di Bologna che trasformano in immagini i racconti degli ospiti dell'ultimo Corso di Illustrazione. Infine, nello spazio che affaccia sul chiostro dell'Istituto di Istruzione Superiore Venturi, l'esposizione in anteprima di una ventina di tavole tratte dal graphic novel Falasteen, edito da Round Robin e in uscita nel 2027. Grazie al lavoro di ricerca della Relatrice Speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, sette illustratori di fama internazionale raccontano oltre cento anni di storia del popolo e della terra compresa tra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo.



