'Immancabile l'attacco a Mauro Tesauro, basato sulla delega rilasciata a Cristina Cavani; come ribadito più volte, è una procura consueta nella pubblica amministrazione e che certo non le dà poteri illimitati o prerogative proprie del CdA. D’altronde l'ex Presidente si era appena insediato e certo non poteva immaginare quello che da lì a poco sarebbe successo. Peraltro la volontà di risolvere i problemi Tesauro l'aveva manifestata inviando una lettera al Presidente della Provincia (socio al 100% della Fondazione) nella quale venivano segnalate una serie di criticità, lo stesso Muzzarelli intrattenne una corrispondenza con gli uffici preposti dell'ente provinciale ma anche con Cristina Cavani ed Elena Gazzotti, valutazioni e riscontri che paiono limitarsi ad un incontro in Provincia il 6 luglio 2018. Comprensibile il disappunto di Tesauro che evidentemente, stando a quanto riportato sulla stampa, riteneva fondamentale per risolvere i problemi della Fondazione un avvicendamento immediato nel ruolo di Direttore (con conseguente sostituzione della Cavani). Gli attacchi alla classe politica vanno letti proprio in quest'ottica, cioè nella “copertura” che il Sindaco e Presidente della Provincia Muzzarelli ha concesso all’attuale direttrice - continua Soranna -. A seguito delle notizie apparse sui giornali nei primi giorni di luglio, Muzzarelli invece di commissariare la Fondazione e procedere ad ulteriori accertamenti, decide di nominare senza bando Luciana Borellini alla guida dell'ente, scelta che al momento non sembra risolutiva, visto che in tutti questi mesi le polemiche non si sono fermate: i problemi sono ancora evidenti e il clima all'interno della San Filippo Neri non è di certo migliorato. Luciana Borellini redige perciò una prima relazione che per Tesauro 'tende a normalizzare' la situazione, invece di cambiarla. Muzzarelli utilizza spesso il tema del forte aumento di utili nel bilancio per giustificare il buon andamento dell’ente, peccato che non si tratti di un modello virtuoso; l’utile è infatti derivato soprattutto dalla presenza dei MSNA (minori stranieri non accompagnati), che permettono alla Fondazione di ricevere contributi di diverse centinaia di migliaia di euro da parte del Comune, una presenza da
'Per Muzzarelli l'aumento di attività imponeva un ufficio per la Direttrice di 300 metri quadri alla camera di commercio, pagato dalla Fondazione 20.000 euro l'anno, peraltro tramite contratto di locazione irregolare in quanto la firma doveva essere quella dell'ex presidente Castignetti e non della Cavani. Scelta che non ci pare sensata, soprattutto, alla luce di due comodati gratuiti concessi ad UNIMORE e all'ASP minori, Muzzarelli parla poi di 30 mila euro di entrate che non ci risultano esistere. Sul ruolo della Cavani Muzzarelli dà finalmente ragione alla Lega, definendo “opinabile” un presunto tacito accordo di rinnovo all'interno del Cda in carica nel 2012. Si tratta di una clamorosa irregolarità, che contraddice lo statuto stesso dell’ente e la procedura standard di qualsiasi Fondazione.



