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'Sant'Agostino, ecco perché le demolizioni sono state bocciate'

'Sant'Agostino, ecco perché le demolizioni sono state bocciate'

La Soprintendenza di Bologna spiega i motivi del NO alle modifiche strutturali previste nel progetto architettonico del Sant'Agostino


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'Le demolizioni rappresentate non sono complessivamente supportate da argomentazioni che ne spieghino i motivi, le modalita' realizzative e soprattutto i caratteri di come verranno finiti i manufatti'. Quindi, 'la Soprintendenza di Bologna ritiene che l'unica demolizione che al momento puo' essere proposta alla commissione' sia quella a ridosso delle ex scuole di fisiologia (corpo P). In ogni caso, le modalita' di esecuzione 'dovranno essere concordate con la competente Soprintendenza'.

È il passaggio della nota della commissione del segretariato regionale per l'Emilia-Romagna del ministero dei Beni culturali che in sostanza boccia il progetto architettonico del Sant'Agostino, nell'ambito del discusso polo culturale modenese, cosi' come negli ultimi anni lo hanno portato avanti Comune e Fondazione di Modena.

E questo, tuttavia, nonostante poco piu' di un anno fa fosse arrivato il parere positivo ad alcune demolizioni assegnato, su richiesta proprio della Soprintendenza, dai Comitati tecnico-scientifico congiunti del ministero. Intanto, a informare delle novita' Comune e Fondazione, e per conoscenza la Soprintendenza, ci ha pensato il presidente della commissione regionale, l'architetto Corrado Azzollini, dopo che la stessa Soprintendenza guidata da Cristina Ambrosini, che fa parte anche della commissione, aveva trasmesso gli esiti della propria istruttoria alla commissione regionale per il patrimonio culturale, esaminati nelle sedute del 30 ottobre e del 18 aprile.
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Dunque, ecco i passaggi che hanno fatto reagire il sindaco Gian Carlo Muzzarelli (che senza peli sulla lingua aveva definito la decisione espressione di una minoranza di imbalsamatori e di burocrazie ministeriali), e che, in piena campagna elettorale si e' ritrovato cosi' un altro stop, secondo molti definitivo, su quello che a Modena e' considerato il progetto dei progetti, almeno dell'ultimo decennio.  

Nella sua nota datata 2 maggio, Azzollini informa Comune e Fondazione di Modena degli esiti della seduta del 18 aprile: la proposta della Soprintendenza a cura di Ambrosini, sulla versione finale del progetto del novembre 2017, richiama le risultanze della precedente seduta del 30 ottobre e sulle demolizioni, appunto, si osserva che 'le proposte progettuali' non vengono rappresentate 'con un'adeguata definizione e si devono pertanto desumere quasi unicamente dagli elaborati grafici'. Dunque, non si toccano ne' l'ex istituto pediatrico ne' un'altra parte del complesso su via Ramazzini, col via libera solo al piccolo comparto delle ex scuole. Tornando alla 'unanimita'' della Conferenza preliminare dell'accordo di programma del 29 marzo 2018, prima dell'approdo in Consiglio comunale del progetto, si legge proprio che era arrivato da parte dei comitati del ministero 'l'ok alla demolizione e
ricostruzione della parte mediana dell'ex istituto pediatrico (esclusa la parte di pertinenza dell'ospedale dermo-sifilopatico) e alla realizzazione del passaggio verso via Ramazzini ('alla luce dell'obiettivo di consentire un'adeguata permeabilita' urbana al complesso e di rendere riconoscibile la testata a nord-est della Tenaglia') suggerendo di individuare soluzioni che non alterino il fronte verso la strada agendo con demolizioni mirate sul muro laterale dell'edificio'. In ogni caso, si parlava di 'aspetti progettuali che non pongono in discussione la realizzabilita' dell'intervento di riqualificazione e rigenerazione e che saranno valutati nelle prossime sedute della Conferenza dei servizi dedicate alle modalita' esecutive, senza incidere sulle scelte di pianificazione urbanistica'.
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