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Terremoto, ricostruzione Emilia, Costi: il controllo funziona

Terremoto, ricostruzione Emilia, Costi: il controllo funziona

Affronte: 'Non siamo una regione modello. Ora allargare le indagini'


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L'operazione della Guardia di finanza su una truffa ai danni dello Stato per 10 milioni di euro nella ricostruzione post sisma in Emilia-Romagna dimostra che 'il sistema dei controlli c'e' e funziona anche grazie alla collaborazione con i Comuni, la magistratura e gli organi inquirenti'. Lo dice Palma Costi, assessore regionale alla Ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 2012, commentando la presunta truffa su richieste improprie di risarcimento danni. 'Lo abbiamo sempre detto: la ricostruzione dell'Emilia colpita dal sisma del 2012 ha come filo conduttore la correttezza e la legalita'.

E l'operazione condotta dalla Guardia di Finanza nel ferrarese e' la riprova che le istituzioni e gli organi dello Stato preposti ai controlli mantengono un livello di attenzione altissimo'. La linea di condotta, prosegue, 'e' stata da subito molto chiara: si' ad una ricostruzione senza perdere tempo, ma non a scapito di correttezza e legalita'. Ed infatti quando abbiamo ragionevoli dubbi su qualche pratica, semplicemente facciamo una segnalazione alle Procure'. I controlli, ricorda, vanno avanti anche a cantieri chiusi, e continueranno anche dopo l'ultima pratica completata.

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Sulla questione interviene anche l'europarlamentare del Gruppo misto, Marco Affronte: 'Sono contento che la Guardia di Finanzia abbia fatto partire un'indagine a tappeto sulle probabili truffe nella ricostruzione post-sisma: non siamo affatto la regione-modello che hanno cercato di farci credere fino ad ora, e noi lo diciamo da tempo', afferma. Proprio ieri, ricorda, 'abbiamo rilanciato una nostra interrogazione sui tanti sospetti legati ad una ricostruzione troppo 'allegra' e sul destino ignoto dei 563 milioni che l'Ue ha versato all'Emilia-Romagna'.

Affronte ha pubblicato 'i ricchissimi dossier' del Comitato verifica ricostruzione dai quali emerge 'una situazione di abusi capillare, una pratica diffusissima per la quale quelli che nel 2010 erano ruderi oggi sono ville', attacca. Chi si e' comportato cosi', aggiunge, non e' un 'furbetto', ma si tratta di 'truffatori veri e propri che hanno rubato a tutta la comunita', fregandosene delle sofferenze e delle difficolta' altrui'. Per questo, il parlamentare europeo auspica 'che le indagini siano estese a tutte le zone interessate, perche' basta parlare con la popolazione per sapere che di sospetti ce ne sono ovunque'. Inoltre, 'vorrei anche che le pene fossero esemplari, che gli edifici costruiti con denaro ottenuto illegalmente fossero abbattuti e che la Regione la smettesse di propagandare la propria presunta perfezione, che non esiste, e continuasse invece a favorire questo tipo di indagini: dalla trasparenza e dall'onesta'

abbiamo tutti da guadagnare'.

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