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Ucraina, il Papa ora fa il Papa: 'Fermarsi e negoziare'

Ucraina, il Papa ora fa il Papa: 'Fermarsi e negoziare'

Parole che suonano come un monito profondo da parte del Pontefice alla posizione dell'Europa e dell'Italia


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'Anche durante il viaggio non ho mai smesso di pregare per il popolo ucraino, aggredito e martoriato, chiedendo a Dio di liberarlo dal flagello della guerra. Se si guardasse la realtà oggettivamente, considerando i danni che ogni giorno di guerra porta a quella popolazione ma anche al mondo intero, l’unica cosa ragionevole da fare sarebbe fermarsi e negoziare. Che la saggezza ispiri passi concreti di pace'. Così Papa Francesco parlando alla folla in piazza San Pietro dopo l’Angelus. Parole che suonano come un monito profondo da parte del Pontefice alla posizione dell'Europa e dell'Italia che - su invito della Nato a traino Usa - continuano sulla linea dell'invio di armi come richiesto da Zelensky. Parole ancor più esplicite rispetto a quelle pronunciate in più occasioni dal Papa sulla necessità di fermare l'escalation militare.

Poi il pensiero al pellegrinaggio penitenziale in Canada, iniziato domenica scorsa 24 luglio e concluso ieri, con l'espressione di rinnovati ringraziamenti. 'Ieri mattina sono rientrato a Roma dopo il viaggio apostolico di sei giorni in Canada. Ho intenzione di parlarne nell’Udienza generale di mercoledì prossimo, ma ora desidero ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo pellegrinaggio penitenziale, a partire dalle Autorità civili, dai Capi delle popolazioni indigene e dai Vescovi canadesi. Ringrazio di cuore quanti mi hanno accompagnato con la loro preghiera'.

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