Il Novavax è infatti un vaccino tradizionale, basato sull'uso di proteine (una tecnologia ben più rodata rispetto ai sieri a m-Rna di Pfizer/BioNTech, Moderna e CureVac, e a quelli che usano come vettore degli adenovirus, come AstraZeneca e Johnson & Johnson) e per questo secondo molti sarebbe più testato e sicuro.
“Nonostante le rassicurazioni della Commissione, infatti, la campagna vaccinale in Europa non procede come sperato. Per questo sarebbe opportuno diversificare gli acquisti verso più tipologie di vaccino. Tra questi il prodotto dell’azienda Novavax, che secondo gli studi di fase 3 sarebbe efficace sulle varianti inglese e sudafricana. Eppure mentre il Regno Unito negli ultimi giorni ha firmato un contratto con l’azienda americana che dovrebbe garantire al paese una disponibilità pari a circa 50 milioni di dosi, i negoziati in Ue per stilare un accordo di acquisto anticipato si sono fermati a dicembre 2020”.
Sulla questione, l’esponente leghista ha presentato un’interrogazione alla Commissione, dato che, a distanza di tre mesi, ancora non si hanno notizie sullo sviluppo delle trattative con Novavax. “Esiste un evidente interesse pubblico nel disvelare lo stato delle trattative in corso ai cittadini europei – ha precisato Regimenti – perciò vogliamo sapere per quali motivi le negoziazioni con l’azienda Novavax non sono ancora state portate a termine e quali misure la Commissione intende adottare per garantire la trasparenza delle negoziazioni dei contratti pubblici di acquisito dei vaccini”.
A riguardo il portavoce della Commissione per la Salute, Stefan de Keersmaecker ha affermato che i negoziati tra la Commissione europea e la compagnia statunitense NovaVax per concludere un contratto di acquisto del vaccino anti-Covid Nvx-CoV2373 'sono in corso' e un aggiornamento verrà fornito 'quando avremo concluso un contratto'.



