'È una situazione spinosa che deve essere indifferibilmente discussa nel massimo consesso cittadino, per le sue pesanti implicazioni – spiega -. È bene aver chiari tutti i punti chiave di questa circostanza. A partire dalle verifiche effettuate all’atto dell’affidamento di questo sistema senza omologazione e montato in assenza di prototipo, dal momento che l’amministrazione non risulta proprietaria della strumentazione, che è dunque a noleggio. Nel contratto con la società gestore dell’impianto sono previste penali a risarcimento dell’Ente in casistiche riconducibili a questa?”.
E ancora. “L’amministrazione ha fatto sapere del temporaneo spegnimento del sistema a fronte del decreto di sequestro, ma ci chiediamo se siano state fatte proiezioni quantificando quante sanzioni potrebbero esser annullate dai ricorsi. Peggio: in caso di eventuale danno erariale, è stata fatta una stima? come si intende agire? Le ripercussioni potrebbero essere davvero molto pesanti: che azioni si intende intraprendere per salvaguardare il nostro Comune?'
'Ci sono molti punti sui quali fare chiarezza – conclude Romani - e ci aspettiamo il massimo coinvolgimento anche delle opposizioni per evitare spiacevoli ripercussioni alla nostra comunità'.
Il capogruppo Lega a Modena Giovanni Bertoldi accusa l’amministrazione 'di essersi affidata ad una ditta di Cosenza non nuova a problemi di irregolarità e che ha utilizzato dispositivi non omologati per fare cassa facile'.
'Se le cose stanno effettivamente così - specifica Bertoldi - ci troveremmo di fronte ad una frode nei confronti degli automobilisti e dei motociclisti che percorrono le strade del Comune di Modena.
Il sospetto che il posizionamento di certe apparecchiature avesse lo scopo di ingrassare le casse comunali, con la scusa di provvedere alla sicurezza delle nostre strade, Lega Modena lo ha espresso più volte in Consiglio, anche nell’ultima seduta di luglio.


.jpg)
