Un nome che esce dal famoso 'percorso' pensato dal partito e che spariglia le carte costringendo i Dem a un intervento. Difficile ora, considerato i consensi che intercetta la Maletti, derubricare la sua uscita a una voglia di protagonismo come hanno fatto i segretari Solomita e Venturelli nei giorni scorsi.
'Confermo la mia disponibilità a contribuire, anche con la candidatura a sindaco, ad una soluzione autorevole da proporre ai cittadini modenesi il prossimo giugno' - afferma oggi in una lunga intervista al Resto del Carlino di Modena.
'Gli esiti del sondaggio di Costantini possono sorprendere solo chi non conosce bene Modena ed i modenesi, peraltro non è nemmeno la prima volta che emergono risultati con questo orientamento. Credo venga riconosciuto il lavoro quotidiano che ho svolto in questi anni in mezzo alla gente prima come assessore ai Servizi sociali in Comune e come presidente del Consiglio comunale e successivamente in Consiglio regionale - afferma Maletti -. Io mi sono messa da subito a disposizione del Pd e del centro sinistra per trovare insieme una soluzione forte e unitaria per vincere le elezioni e dare così continuità al positivo lavoro svolto in questi anni da Giancarlo Muzzarelli e dalla sua squadra. Sono a disposizione del Pd anche per un'eventuale candidatura a sindaco (come ho dichiarato formalmente il 30 ottobre nell'incontro del mio circolo alla presenza della segretaria Venturelli e del garante Pighi), ma la mia candidatura deve ritenersi un'opportunità di sintesi e non certo un problema da aggiungere a quelli che già ci sono'. E infine la stoccata finale che sa di aut aut: 'Il percorso civico non lo escludo a priori, ma deve servire a perseguire lo stesso obiettivo'. Insomma il Pd è avvisato: la Maletti non si metterà in disparte a costo di correre da sola, o magari accanto al centrodestra.



