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Voto vietato, la Cunial presenta querela nei confronti di Fico

Voto vietato, la Cunial presenta querela nei confronti di Fico

'Forse a qualcuno sfugge che quello che oggi sta succedendo alla sottoscritta, un domani potrebbe accadere a chiunque'


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“Ciò che sta avvenendo è gravissimo. In questi giorni, si sta impedendo a un parlamentare democraticamente eletto dal popolo italiano, di esprimere legittimamente il proprio mandato e di adempiere al proprio incarico, anzi al suo più alto incarico in relazione all’elezione del Presidente della Repubblica. Per questo, tramite l’avvocato Edoardo Polacco, ho sporto denuncia, contro il presidente Fico e contro ignoti”. Ad affermarlo è la deputata Sara Cunial a margine dell’esclusione al voto per eleggere il Presidente della Repubblica.

“L’esclusione della sottoscritta, non consentendomi neanche l’ingresso insieme ai parlamentari malati/positivi, con green pass revocato e quindi con il mio stesso status giuridico, è un atto illegittimo, lesivo non solo dei miei diritti ma della nostra stessa Carta Costituzionale e della normativa nazionale e internazionale di riferimento – continua – Il regolamento UE n. 953/21 vieta, infatti, la discriminazione di chi sceglie di non essere vaccinato. Lo sanno bene i Deputati Questori e la Presidenza del Consiglio dei Ministri che hanno normato d’urgenza le votazioni al fine di consentire a tutti i parlamentari il diritto al voto, anche a quelli ai quali era stato revocato il green pass perché positivi e/o malati di covid, creando ‘una apposita postazione ubicata presso l’area esterna della Camera sita in Via della Missione’, e consentendo inoltre, agli stessi malati, in spregio alla legge attuale, lo spostamento in auto, da un punto all’altro dell’Italia.
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Io chiedevo di votare con costoro, dalla mia auto nel parcheggio esterno riservato appunto al voto dei positivi/malati di covid, privi come me di green pass. Mi è stato impedito. Così come mi è stato impedito di sporgere denuncia sul luogo, in quanto i carabinieri lì presenti si sono rifiutati di intervenire in spregio a numerosi articoli del codice penale, tra cui il possibile reato di violenza privata e abuso di ufficio, per cui ho sporto altresì denuncia. Forse a qualcuno sfugge che quello che oggi sta succedendo alla sottoscritta, un domani potrebbe accadere a chiunque, a un altro parlamentare e a qualsiasi cittadino che non accetterà di essere schedato per veder ottemperati i propri diritti. È questa la strada che vogliamo percorrere? È questa l’Italia che vogliamo lasciare ai nostri figli? Un’Italia di privilegi e diritti a scadenza, in cui non vige più la Costituzione e la giustizia resta a guardare compiersi l’ingiustizia? – conclude – Perché in un paese in cui i diritti sono per pochi e per, più o meno, breve tempo, non ci potrà mai essere né vera libertà, né vera democrazia.
E chi oggi non si oppone a questo, domani sarà chiamato complice”.
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