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Zitti sulla diossina locale, in piazza per il clima globale

Zitti sulla diossina locale, in piazza per il clima globale

Si allunga la schiera di partiti, politici e sindacati che dopo il silenzio sul disastro ambientale e doloso di via Caruso, e sul fallimento delle politiche ambientali, cavalcheranno elettoralmente il 'global strike for future', lo sciopero sul clima


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Si allunga la lista di partiti ed esponenti politici che parteciperanno  oggi al 'global strike for future', la manifestazione degli studenti che richiama a livello locale la protesta globale contro il surriscaldamento del pianeta. L'appuntamento e' per oggi alle 18 in piazza Pomposa, a Modena.

'Il Pd ci sara'', si affretta ad annunciare la responsabile Ambiente della segreteria cittadina del partito Simona Arletti, Presidente della rete italiane delle Città Sane OMS dove Modena, la città inquinata dell'Emilia Romagna, dove si producono più rifiuti e plastiche destinate all'inceneritore, è capofila. Come lo era, citta' capofila, nel progetto car sharing, Salvo che a Modena il progetto, delle 8 città di cui Modena era appunto capofila, fu il primo a fallire.

Modena sempre prima nella rappresentanza delle politiche ambientali, ma da anni ultima nelle classifiche reali dell'inquinamento. Quella Modena che a livello istituzionale e di associazioni ambientaliste, si è trincerata proprio nei giorni scorsi in un assoluto silenzio di fronte alla nube di diossina e fumi tossici che hanno impregnato l'aria per un giorno intero (sintomo di un sistema malato nella gestione dei rifiuti oltre che delle emergenze ambientali e che incide, eccome, sul clima), ma che per contro interviene, si mobilità e partecipa, tutt'altro che in silenzio, lanciando proclami, elettrizzata dal fascino del globale.

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Sempre pronta a scendere in piazza, soprattutto quando si evita di parlare del locale. Pronta a partecipare alla politicamente corretta, e senza rischi, protesta globale, per il clima mondiale. Ma continuando a rimanere in silenzio su quanto sul locale si è fatto, o non si è fatto, negli ultimi 20 anni, per contribuire a peggiorarlo, quel clima malato, verso il quale gli studenti di mezzo mondo oggi protestano, con la forza e la bellezza della loro età. Per risvegliare la consapevolezza soprattutto di chi a vari livelli, dal globale al locale, ha ed ha avuto la responsabilità politica di  dannose o fallimentari azioni sul piano della mobilità sostenibile, sul ciclo dei rifiuti, sull'inquinamento del suolo, delle acque e sulle emissioni. Nelle decine centinaia di casi grandi e piccoli che in questi anni si sono raccontati e documentati, anche a Modena. Eppure tutto questo 'locale' passa in secondo piano, da continuare a relegare nel silenzio, di fronte al più comodo concetto di globale che sposta altrove, a livelli più alti (e magari a congiure o complotti dei grandi del mondo),  il problema, o almeno assorbe e alleggerisce (anzichè appesantirle come dovrebbe essere), le responsabilità locali.

Ed allora ecco che 'Il grido d'allarme di un'adolescente- segnala la consigliera comunale Arletti riferendosi a Greta Thunberg- ha scosso anche Modena, dove gli studenti (quelli si senza sovrastrutture, ndr), delle scuole superiori si stanno mobilitando e i cittadini sono sempre piu' sensibili'. Peccato che questa sensibilità dimostrata ampiamente dai cittadini di fronte a quell'enorme nube tossica che nei giorni scorsi si è sprigionata nell'aria, non sia stata raccolta, ascoltata, e rispettata da chi poteva farlo e che oggi sfiderà bellamente contro il clima malato.

In una mobilitazione 'glocal' che stuzzica anche il M5s che risponde all'appello dello 'sciopero per il clima'esponendo le proposte del suo programma per le amministrative: 'Ampliare la Ztl fino ad includere completamente il centro storico incrementando le zone pedonalizzate, superare l'attuale piano sosta, puntare sulla riqualificazione energetica degli edifici, la mobilita' sostenibile e trasporto pubblico. Tutte istanze che domani i pentastellati porteranno con loro oggi in piazza, ma specificando, come ha fatto il Pd, senza le bandiere del movimento.

Intanto, dopo la Cgil anche la Cisl Emilia Centrale condivide tutto. Non avevamo dubbi: 'Gli effetti e le conseguenze dei cambiamenti climatici devono essere affrontati con la massima urgenza in tutto il mondo dai decisori politici.
Dai disastri ambientali alle migrazioni forzate, sono evidenti- sottolinea il sindacato- i sintomi dei cambiamenti climatici che coinvolgono in gran parte le fasce piu' deboli della popolazione'.  

Gianni Galeotti






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