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Dopo violenza e degrado al parco di via del Pozzo nulla è cambiato

Dopo violenza e degrado al parco di via del Pozzo nulla è cambiato
Dopo violenza e degrado al parco di via del Pozzo nulla è cambiato

Bivacchi, cumuli di rifiuti, giacigli di fortuna tra i giochi per bambini e adiacenti al parco di un asilo. A pochi giorni dalla violenza nei confronti di una donna tutto rimane come era. Il video

Bivacchi, cumuli di rifiuti, giacigli di fortuna tra i giochi per bambini e adiacenti al parco di un asilo. A pochi giorni dalla violenza nei confronti di una donna tutto rimane come era. Il video


2 minuti di lettura

Nulla è cambiato al parchetto di via del Pozzo, un piccolo fazzoletto di terreno alberato, attrezzato con panchine per una pausa nel verde e con giochi per bambini. Nulla rispetto ad alcuni giorni qua quando la Polizia ha arrestato un uomo accusato di avere violentato una donna in questa area. Dove senza fissa dimora e sbandati trascorrono non solo il giorno ma anche la notte, in giacigli di fortuna, ricavati tra gli alberi, o in vecchie strutture gioco abbandonate e trasformati in letti con coperte e cartoni. A pochi metri, e diviso solo da una recinzione, da un circolo, da una scuola di infanzia e dalla piste ciclabile che immette all'ingresso principale del policlinico. Tutto sotto gli occhi di tutti. Il parchetto è di chi lo occupa. Così come da mesi è, anche dopo gravi fatti di cronaca che hanno evidenziato, ancora una volta l'estremo degrado dell'area. Questa mattina una nuova conferma. Il giaciglio dove sembrerebbe essersi consumata la violenza nei confronti della donna, è ancora presente. Con coperte e cartoni. C'è un cumulo di rifiuti con metalli e tubi scoperti oltre a coperte e cibo davanti all'altalena, spazio inutilizzabile.
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Divisorie tra giardino dell'adiacente scuola di infanzia e parco utilizzato come stentipanni per chi ha eletto quello spazio come propria dimora. Poi resti di cibo e spazzatura, tra cespugli e alberi, dove, nella parte centrale, troviamo un altro giaciglio ed una bicicletta. Mentre la immortaliamo, due persone, da una panchina ci chiedono di andarcene. Infastiditi dalla nostra presenza. Il nostro breve tour comunque è finito. Abbandoniamo l'area. Congelata nel tempo e nello spazio. Una bolla di degrado sociale, umano ed ambientale che evidentemente non c'è volontà di cambiare.

Gi.Ga.

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