Lucio Pennella arriva in una delle giornate più calde della stagione. Per lui che è abituato al sole sì, ma al caldo di località di mare, sembra non essere un problema. Il nuovo questore di Modena arriva da una grande esperienza a Pesaro a Bari e dall'ultimo incarico a Ravenna. Si mostra onorato e contento di guidare Modena in sostituzione di Donatella Dosi, arrivata in città nel novembre 2023, e adesso in pensione per raggiunti limiti di età.
Devianza giovanile, appunto, uno dei tre punti che, insieme allo spaccio e all'immigrazione irregolare, ricordiamo al questore come tre elementi dirimenti ricordati proprio dal questore Dosi qualche giorno fa nel giorno del saluto.
'Sono problemi comuni purtroppo che non risolveremo in toto, ma che affronteremo per evitare una condizione emergenziale - ha detto il nuovo questore -. Vanno affrontati in tutte le loro sfaccettature se c'è tanto spaccio vuol dire che c'è tanto consumo di droga e anche di questo ci dovremo occupare. Così come di fronte all'immigrazione, che è un diritto e che non deve sfociare in delinquenza, occorre un approccio completo'.
Sul fronte dell'immigrazione l'esperienza del nuovo questore e parla da sola. Fu proprio lui a Bari alla guida delle operazioni che gestirono il grande flusso di immigrati dall'Albania: era il 1991 e Pennella ricorda come tanti arrivarono anche a Modena smistati in un centro di accoglienza in periferia, a Saliceta San Giuliano.
Nativo di Foggia, cinquantanovenne, proveniente dalla questura di Ravenna, che ha diretto dal 18 maggio 2023, Pennella ha iniziato la propria carriera nella Polizia di Stato nel 1984, svolgendo diversi e delicati incarichi in città come Bari, Trieste, Teramo, per giungere poi in Emilia-Romagna. Laureato in giurisprudenza, all’università La Sapienza di Roma, è anche Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno e del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
'La sicurezza è governabile e può essere garantita – ha detto il Questore – e io sono pronto a farlo con professionalità, insieme ai miei collaboratori, e soprattutto ascoltando la gente. È importante mettersi in ascolto, dopo l’ufficio, nei quartieri, nei giardini, là dove ci sono problemi concreti. La sicurezza si può migliorare, con metodo e fiducia'. Ma la cifra della sua esperienza e del suo operato su Modena, il nuovo questore la fornisce anche sotto un altro aspetto, semplice e allo stesso tempo complesso. Quello di una Sicurezza intesa come sistema sociale che si rafforza nel momento in cui ognuno fa la propria parte. 'Ad esempio, dove c’è cultura, non c’è criminalità. Per me la cultura è un elemento fondamentale. Un giardino popolato da famiglie, iniziative culturali, musica, teatro, sport, non è un luogo dove può attecchire lo spaccio o il degrado. La cultura è uno strumento di sicurezza. Se noi lavoriamo in rete, ognuno nel proprio ambito – noi nella sicurezza, altri nella cultura – allora quel territorio viene restituito ai cittadini.
Una visione integrata, che vede le forze dell’ordine al fianco di chi lavora nel sociale, nella scuola, nella promozione culturale. 'La sicurezza non è un compito esclusivo della Polizia – ha ribadito – ma un progetto di comunità. Quando si lavora in rete, quando ciascuno fa la sua parte, si costruisce un tessuto urbano forte, capace di resistere alle infiltrazioni della devianza'.
Gi.Ga.


