Mezzetti definisce 'fuori luogo' le contestazioni secondo cui la tariffa puntuale avrebbe incentivato comportamenti scorretti da parte dei cittadini. Secondo il sindaco, la tariffa corrispettiva puntuale (Tcp) avrebbe dovuto essere introdotta già da anni: 'Nel 2021 arrivò perfino un richiamo affinché il Comune di Modena la adottasse. Oggi in Emilia-Romagna sono più di 180 i Comuni che applicano la Tcp, e non si registrano i problemi che vediamo qui'.
Mezzetti ricorda inoltre che città come Parma e Ferrara utilizzano la tariffa puntuale dal 2023, così come gran parte della provincia modenese, senza che ciò abbia generato fenomeni di abbandono dei rifiuti. 'Il porta a porta non c’entra: i cassonetti riguardano solo un settimo delle utenze'.
Il sindaco respinge anche l’idea che il passaggio ai cassonetti stradali abbia provocato un peggioramento del decoro urbano: 'La raccolta differenziata con i cassonetti ha coinvolto finora solo un settimo delle utenze totali. Non può essere questo il motivo del degrado'. Secondo Mezzetti, la vera causa sarebbe anche legata ad un clima di allarmismo diffuso, alimentato dalla convinzione errata che conferire più rifiuti indifferenziati possa comportare costi molto elevati. Il sindaco invita a guardare ai numeri reali: 'Se un cittadino conferisse venti volte in più rispetto al tetto massimo fissato, pagherebbe poco più di 30 euro all’anno. È una cifra significativa, ma non certo le centinaia di euro che qualcuno ha scritto e che stanno generando panico'.
Poi sui conferimenti errati, e sul degrado urbano generato da cumuli di rifiuti fuori e dentro ai sacchi, il sindaco evidenzia il fenomeno degli affitti in nero: '8.000 immobili non registrati alimentano i“A Modena ci sono circa 8.000 appartamenti o locali affittati in nero. I proprietari non forniscono ai loro inquilini le carte smeraldo necessarie per il conferimento dei rifiuti, e questo contribuisce al problema'.


