'Sbagliato, diverso o unico'. E' questo il racconto per We Are Modena di Irene Pezone. Irene, intervistata da Andrea De Carlo, frequenta il secondo anno del liceo linguistico Muratori-San Carlo. Nel tempo libero scrive, recita e gioca a pallacanestro.
Mi chiamo Afia, ho tredici anni e non so ancora scrivere, perciò ho chiesto a qualcuno di raccontare la mia storia al posto mio. Se state cercando fate, castelli e principesse che vengano salvate da prodi cavalieri, siete nel posto sbagliato. La mia vita non è una favola, non lo è mai stata e credo che non lo sarà mai.
Sono nata in una villaggio dell’Africa Sub-sahariana, non so nemmeno in quale stato perché nessuno me lo ha mai detto. So solo che spesso il saggio del mio paesino e il sovrano di quello accanto discutevano e facevano scoppiare la guerra: ho visto tanti bambini della mia età morire trafitti da una lancia o una freccia, un numero infinito di donne in lacrime. Non mi sono mai chiesta come ci si dovesse sentire quando una persona cara muore, finché non mi è capitato. A quel punto non ho avuto il tempo di chiedermelo: l’ho scoperto e basta.


