Inizia oggi a Roma, in Corte di Cassazione, l'ultimo atto della storia dell'inchiesta Aemilia che a gennaio del 2015 ha svelato il radicamento trentennale della 'ndrangheta in Emilia-Romagna. Nella sentenza di primo grado, arrivata a ottobre 2018, erano stati inflitti 1200 anni di carcere, poi ridotti a 712 in appello. La Suprema Corte- con sentenza prevista il prossimo 6 maggio- chiuderà ora il cerchio giudiziario sulle posizioni di 87 imputati. Tra loro Michele Bolognino, i fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli, Gaetano Blasco, e, tra gli emiliani, i reggiani Mirco Salsi, Silvano Vecchi, Omar Costi e il costruttore modenese Augusto Bianchini. Già ad ottobre di quattro anni fa, pochi giorni prima della sentenza di primo grado del rito ordinario, la Cassazione si era pronunciata confermando le condanne per le 40 persone che avevano scelto sin dall'inizio il rito abbreviato e tra loro gran parte dei capi della cosca: Nicolino Grande Aracri, Nicolino Sarcone e Alfonso Diletto
Aemilia: in Cassazione l'ultimo atto dell'inchiesta
Oggi il via a Roma. Sono 87 gli imputati nell'indagine che ha svelato il radicamento della 'Ndragheta sul territorio emiliano. Sentenza, il 6 maggio
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