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Aimag, dopo la debacle con Hera ecco l'atteso Patto di sindacato che obbedisce alla Corte dei Conti

Aimag, dopo la debacle con Hera ecco l'atteso Patto di sindacato che obbedisce alla Corte dei Conti

Il presidente nominato dal Comune di Carpi, il vicepresidente dall'Unione Comuni Area Nord. Ai soci privati la proposta del quinto membro del Cda


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Il tanto atteso Patto di sindacato su Aimag è stato varato. In sordina, senza comunicati stampa e senza clamore, il documento che certifica il fallimento della linea Carpi-Mirandola che prevedeva la cessione del controllo a Hera, sta passando al vaglio dei Consigli comunali dei Comuni soci. Un dociumento che sancisce l'inevitabile obbedienza dei Comuni soci alle indicazioni della Corte dei Conti. Da vedere ora se quanto messo nero su bianco basterà alla Corte stessa.
La Pressa ha visionato il documento, passaggi chiave sono quelli che riguardano la Governance del Patto stesso.
La Società, in base al Patto, è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri, mentre il Collegio Sindacale è composto da tre membri effettivi e da due membri supplenti. 'La scelta di stabilire che il Consiglio di Amministrazione sia composto da 5 membri è motivata dal fatto che il Gruppo Aimag è costituito da un insieme integrato di aziende che completano, nel proprio ambito di operatività, le filiere dei servizi erogati nei settori energetico, idrico, ambientale e tecnologico; il fatturato registrato negli ultimi anni e le dimensioni organiche del Gruppo delineano una realtà particolarmente strutturata e complessa: tale complessità deriva sia dalla natura delle attività svolte, sia dall'estensione del perimetro territoriale, che ricomprende le province di Modena e Mantova, rivolgendosi a un'utenza molto diversificata; per tali ragioni l'articolazione di un organo amministrativo in composizione collegiale risulta coerente e necessaria.
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Questa scelta risulta peraltro in armonia con le best practices del diritto societario e risponde all'esigenza di garantire un miglior funzionamento aziendale ed un controllo più stringente su singoli atti e decisioni: la collegialità favorisce, infatti, una condivisione ampia e ponderata delle scelte gestionali, derivante dal confronto tra più soggetti anziché dalle determinazioni di un amministratore unico, permettendo così un'efficace ottimizzazione del processo decisionale grazie all'integrazione delle competenze e del background dei singoli consiglieri. La nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, come previsto da Statuto, spetta all'Assemblea della Società: in quella sede il Presidente del Patto, in nome dei soci aderenti, formula la proposta dei nominativi per gli incarichi sociali secondo le indicazioni provenienti dalla Direzione del Patto'.
Al Comune di Carpi spetta la proposta di nomina del Presidente del Cda, ai Soci aderenti appartenenti all'Unione Comuni Modenesi Area Nord spetta la proposta di nomina del vicepresidente del Cda, ai Soci aderenti appartenenti all'Unione delle Terre D'Argine ed all'Unione dei Comuni del Sorbara spetta la
proposta di nomina di un consigliere così come al Comune di Mirandola mentre il quinto membro del Cda viene proposto dai soci privati, 'in quanto gli stessi sono detentori del 35% delle azioni ordinarie della Società, a tal fine, ai soci privati verrà chiesto di comunicare le proprie proposte alla Direzione del Patto in tempo utile affinché la stessa Direzione possa esprimersi in merito'.
Ai Soci aderenti appartenenti all'Area Mantovana spetta la proposta di nomina del Presidente del Collegio Sindacale, ai Soci aderenti appartenenti all'Unione delle Terre D'Argine spetta la proposta di nomina di un membro effettivo del Collegio Sindacale così come ai Soci aderenti appartenenti all'Unione Comuni Modenesi Area Nord. Al Comune di Mirandola spetta la proposta di nomina di un membro supplente del Collegio Sindacale così come ai Soci aderenti appartenenti all'Unione dei Comuni del Sorbara.
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