I Dati dei primi tre mesi del 2021, in particolare gennaio – febbraio hanno mostrato un calo del 15-20% dei parti rispetto allo stesso periodo del 2020 e solo marzo ha visto una, seppur lieve, ripresa. Questo dato dimostra come il periodo del lock-down di marzo – aprile 2020, con l’incertezza che portò la prima fase della pandemia, ha visto un drastico calo dei concepimenti.
“Un aspetto importante – afferma il direttore di Ostetricia e ginecologia del Policlinico, Fabio Facchinetti – che stiamo osservando da gennaio a questa parte, è l’aumento delle gravide positive sintomatiche, caratteristica che di fatto non avevamo incontrato nel 2020. Stiamo parlando di una decina di pazienti, alcune con quadri clinici anche importanti, anche se tutti risolti. Di queste, tre hanno dovuto ricorrere anche alla Terapia Intensiva: tutto si è risolto, ma con la dottoressa Pecorari, responsabile della Responsabile laboratorio Virologia e Microbiologia Molecolare abbiamo appurato che è stata la variante inglese a indurre questo fenomeno, sebbene le donne gravide in generale sembrino reagire meglio alla malattia. In alcuni casi, i più gravi, è stato necessario ricorrere al cesareo d’urgenza per consentire una miglior ossigenazione al feto”.
Il Punto nascita del Policlinico è centro Hub per i parti difficili anche per la presenza della terapia Intensiva Neonatale, diretta dal professor Alberto Berardi, che assiste circa 450 bambini prematuri all’anno e che ricorda: “Non abbiamo ancora osservato il trasferimento di anticorpi da madri vaccinate ai neonati, mentre per quanto riguarda la positività dei neonati possiamo dire che si è verificata solo in 3 casi, tutti con trasmissione dopo la nascita”.
“Il neonato positivo pretermine o che necessiti di supporti ventilatori – racconta il professor Alberto Berardi, direttore della Neonatologia - rimane 48 ore in una stanza isolata della Neonatologia in attesa dell’esito del tampone. Se negativo viene messo con gli altri neonati, altrimenti rimane in isolamento sino alla negativizzazione. In generale i sintomi dei neonati positivi sono, nella stragrande maggioranza dei casi, lievi. Quando il neonato è in buone condizioni, se la madre è asintomatica e quindi è grado di assisterlo, lo trasferiamo in reparto con la madre. È ormai assodato, infatti, che anche in caso di positività, è fondamentale salvaguarda la diade mamma-bambino e, soprattutto, l’allattamento al seno.

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