Anche in questa, come in altre occasioni legate ad analoghi fenomeni, Neviani ha posto a confronto portate, livelli, valori e misure fornite a livello tecnico da Arpae e Aipo. Partiamo da qui. Come è andata questa volta?
'Il Secchia aveva una portata a Rubiera, su via Emilia, prima della cassa di espansione di circa 500 metri cubi al secondo. Già qui una prima indicazione. La piena del dicembre 2020 è stata definita da Aipo Tr20 cioè piena piccola, e aveva una portata di 1200 m³ al secondo. Vista la portata molto piccola la cassa di espansione è stata impegnata per circa 2 milioni di metri cubi quindi solo per un 15%, cioè era quasi vuota. Quindi piena piccola e tranquilla. Il Panaro aveva una portata piccola e in uscita dalla cassa di espansione la portata era circa di 350 m³ al secondo, molto inferiore al livello di sicurezza che è di 550 m³ al secondo. La cassa di espansione risultava impegnata per 5 milioni di metri cubi quindi un 20% della capacità, ovvero quasi vuota. In sostanza, piena piccola e tranquilla. Le casse erano vuote non per errori ma perché le piene avevano un livello basso'. Valori a azioni delle e sulle casse che Aipo ha confermato con una nota del 3 maggio. Da questa si evince che per continuare a garantire un livello di sicurezza a valle della cassa non è stato nemmeno necessario agire sulle paratoie.
Allora perché tanta acqua a valle? 'I torrenti minori invece sono stati messi sotto pressione dalle piogge forti in collina ma questo non è stato un problema perché Secchia e Panaro visti i bassi livelli potevano
ricevere'. Un fenomeno evidente alla Fossalta dove l'acqua accumulata, a differenza del 2020, è confluita velocemente nel Panaro che era rimasto ad un livello molto più basso.
Quale è la situazione nodo idraulico modenese?
Per il Panaro la situazione è in teoria differente: la cassa di espansione è stata dotata di paratoie e ha una capacità doppia rispetto a quella del Secchia perciò è adeguata ad una piena media. Però sul Panaro non è stato fatto un adeguamento degli argini in sezione e alla base se non in brevi tratti e nel dicembre 2020 con una piena che non raggiungeva la piena media si verificò una rotta arginale in un tratto caratterizzato da gravi difetti e ripetute rotte storiche'
E il Naviglio come sta? 'Anche il Naviglio è oggi in sicurezza solo per le piene piccole'.
I lavori previsti e di cui spesso abbiamo parlato tardano ad arrivare o in alcuni casi, come quello del manufatto per l'adeguamento della cassa espansione Secchia, in parte finanziati, anche ad iniziare.
La messa in sicurezza del Naviglio prevede la cassa di espansione ai prati di San Clemente assieme alla parte più importante il sollevatore delle acque a Bomporto di cui però manca ancora il progetto'
Mancano i progetti per l'adeguamento alle piene centenarie? 'Si e la conseguenza è preoccupante. La mancanza di progetti per la messa in sicurezza dei fiumi oltre a farci perdere i fondi europei mette in evidenza la posizione indifendibile della regione riguardo ai compiti che le competono per la sicurezza idraulica. In seguito all'alluvione in Romagna sono state pubblicate interviste a docenti universitari di spicco. Armando Brath docente di costruzioni idrauliche all'Unibo sottolinea la fragilità del sistema difensivo dalle piene e quindi la sicurezza dei nostri fiumi limitata alle piene piccole. Stefano Orlandini, docente di ingegneria idraulica di Unimore, evidenzia il problema non affrontato delle tane degli istrici e di conseguenza la necessità di aumentare le sezioni arginali ormai inadeguate, problema presente nel tratto arginale della rotta del Panaro a Nonantola del dicembre 2020'
Gianni Galeotti


