Lo ha denunciato il 4 agosto in una nota Amnesty International dopo una ricerca condotta tra aprile e luglio nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv.
'In cinque diverse località, i ricercatori di Amnesty International hanno visto le forze ucraine usare gli ospedali come basi militari. In due città decine di soldati stavano riposando, passeggiando o mangiando all’interno di strutture ospedaliere. In un’altra città i soldati stavano sparando nei pressi di un ospedale. Il 28 aprile un attacco aereo russo ha ucciso due impiegati di un laboratorio medico alla periferia di Kharkiv dopo che le forze ucraine avevano installato una base nelle immediate adiacenze. Usare gli ospedali a scopi militari è un’evidente violazione del diritto internazionale umanitario' - ha affermato Amnesty. E ancora: 'L’esercito ucraino colloca abitualmente le sue basi all’interno delle scuole dei villaggi e delle città del Donbass e della regione di Mykolaiv. Le scuole sono temporaneamente chiuse ma molte sono situate vicino a insediamenti urbani. In 22 delle 29 scuole visitate, i ricercatori di Amnesty International hanno trovato soldati o rinvenuto prove delle loro attività, in corso al momento della visita o precedenti: tenute da combattimento, contenitori di munizioni, razioni di cibo e veicoli militari. Le forze russe hanno colpito molte delle scuole usate dall’esercito ucraino. In almeno tre città, dopo i bombardamenti russi, i soldati ucraini si sono trasferiti in altre scuole, mettendo ulteriormente in pericolo i civili. Il diritto internazionale umanitario non vieta espressamente alle parti in conflitto di installarsi in scuole dove non sono in corso lezioni. Tuttavia, le forze armate devono evitare di usare scuole situate nei pressi di insediamenti civili, salvo quando non vi sia un’urgente necessità di tipo militare. Anche in questo caso, devono avvisare i civili e se necessario assisterli nell’evacuazione, cosa che nei casi esaminati da Amnesty International non pare si sia verificata'.
Il rapporto di Amnesty ha sollevato una serie di polemiche anche in Italia, col ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha invitato Amnesty a 'smetterla di creare una falsa realtà in cui tutti sono un po' colpevoli'.
E così
'Amnesty International è profondamente rammaricata per le reazioni di rabbia e sgomento suscitate dal comunicato stampa del 4 agosto circa le tattiche di guerra delle forze ucraine. Dal febbraio 2022, quando è iniziata l’invasione russa, Amnesty International ha documentato col massimo rigore e ha denunciato i crimini di guerra e le altre violazioni del diritto internazionale umanitario commesse in Ucraina. Abbiamo incontrato centinaia di vittime e sopravvissuti, le cui testimonianze hanno messo in luce la brutale realtà della guerra di aggressione della Russia. Abbiamo chiesto al mondo intero di dimostrare solidarietà alla popolazione ucraina nel modo più concreto e continueremo a farlo. La priorità di Amnesty International in questo, come in ogni altro conflitto, è la protezione dei civili: questo era dunque il nostro unico obiettivo quando abbiamo reso nota l’ultima ricerca, di cui confermiamo in pieno le conclusioni. Nel rammaricarci per il dolore causato, vogliamo chiarire alcuni aspetti di grande importanza. Nel nostro comunicato stampa abbiamo dichiarato che in tutte le 19 località visitate abbiamo trovato prove della presenza di forze ucraine vicino ai civili, che dunque venivano potenzialmente messi in pericolo dal fuoco russo.


