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Amnesty conferma: 'Forze militari tra i civili, ospedali e scuole. Ucraina viola diritto internazionale'

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'Le norme del diritto internazionale umanitario chiedono a tutte le parti in conflitto di fare il massimo possibile per evitare di collocare obiettivi militari all’interno o nei pressi di luoghi densamente abitati'


Amnesty conferma: 'Forze militari tra i civili, ospedali e scuole. Ucraina viola diritto internazionale'

'Nel tentativo di respingere l’invasione russa iniziata a febbraio, le forze ucraine hanno messo in pericolo la popolazione civile collocando basi e usando armamenti all’interno di centri abitati, anche in scuole e ospedali. Queste tattiche violano il diritto internazionale umanitario perché trasformano obiettivi civili in obiettivi militari. Gli attacchi russi che sono seguiti hanno ucciso civili e distrutto infrastrutture civili'.
Lo ha denunciato il 4 agosto in una nota Amnesty International dopo una ricerca condotta tra aprile e luglio nelle regioni di Kharkiv, del Donbass e di Mykolaiv. 

'In cinque diverse località, i ricercatori di Amnesty International hanno visto le forze ucraine usare gli ospedali come basi militari. In due città decine di soldati stavano riposando, passeggiando o mangiando all’interno di strutture ospedaliere. In un’altra città i soldati stavano sparando nei pressi di un ospedale.
Il 28 aprile un attacco aereo russo ha ucciso due impiegati di un laboratorio medico alla periferia di Kharkiv dopo che le forze ucraine avevano installato una base nelle immediate adiacenze. Usare gli ospedali a scopi militari è un’evidente violazione del diritto internazionale umanitario' - ha affermato Amnesty. E ancora: 'L’esercito ucraino colloca abitualmente le sue basi all’interno delle scuole dei villaggi e delle città del Donbass e della regione di Mykolaiv. Le scuole sono temporaneamente chiuse ma molte sono situate vicino a insediamenti urbani. In 22 delle 29 scuole visitate, i ricercatori di Amnesty International hanno trovato soldati o rinvenuto prove delle loro attività, in corso al momento della visita o precedenti: tenute da combattimento, contenitori di munizioni, razioni di cibo e veicoli militari. Le forze russe hanno colpito molte delle scuole usate dall’esercito ucraino. In almeno tre città, dopo i bombardamenti russi, i soldati ucraini si sono trasferiti in altre scuole, mettendo ulteriormente in pericolo i civili. Il diritto internazionale umanitario non vieta espressamente alle parti in conflitto di installarsi in scuole dove non sono in corso lezioni. Tuttavia, le forze armate devono evitare di usare scuole situate nei pressi di insediamenti civili, salvo quando non vi sia un’urgente necessità di tipo militare. Anche in questo caso, devono avvisare i civili e se necessario assisterli nell’evacuazione, cosa che nei casi esaminati da Amnesty International non pare si sia verificata'.


Il rapporto di Amnesty ha sollevato una serie di polemiche anche in Italia, col ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha invitato Amnesty a 'smetterla di creare una falsa realtà in cui tutti sono un po' colpevoli'.

E così ieri Amnesty è dovuta intervenire nuovamente sul tema, confermando però quanto denunciato.

'Amnesty International è profondamente rammaricata per le reazioni di rabbia e sgomento suscitate dal comunicato stampa del 4 agosto circa le tattiche di guerra delle forze ucraine. Dal febbraio 2022, quando è iniziata l’invasione russa, Amnesty International ha documentato col massimo rigore e ha denunciato i crimini di guerra e le altre violazioni del diritto internazionale umanitario commesse in Ucraina. Abbiamo incontrato centinaia di vittime e sopravvissuti, le cui testimonianze hanno messo in luce la brutale realtà della guerra di aggressione della Russia. Abbiamo chiesto al mondo intero di dimostrare solidarietà alla popolazione ucraina nel modo più concreto e continueremo a farlo. La priorità di Amnesty International in questo, come in ogni altro conflitto, è la protezione dei civili: questo era dunque il nostro unico obiettivo quando abbiamo reso nota l’ultima ricerca, di cui confermiamo in pieno le conclusioni. Nel rammaricarci per il dolore causato, vogliamo chiarire alcuni aspetti di grande importanza. Nel nostro comunicato stampa abbiamo dichiarato che in tutte le 19 località visitate abbiamo trovato prove della presenza di forze ucraine vicino ai civili, che dunque venivano potenzialmente messi in pericolo dal fuoco russo. Abbiamo fatto questa dichiarazione basandoci sulle norme del diritto internazionale umanitario, che chiedono a tutte le parti in conflitto di fare il massimo possibile per evitare di collocare obiettivi militari all’interno o nei pressi di luoghi densamente abitati. Le norme di guerra esistono anche per proteggere i civili ed è per questo motivo che Amnesty International sollecita i governi a rispettarle. Questo non significa che Amnesty International ritenga le forze ucraine responsabili delle violazioni commesse dalle forze russe, né che l’esercito ucraino non stia prendendo precauzioni adeguate in altre zone del paese. Vogliamo essere molto chiari: nulla di ciò che abbiamo documentato rispetto alle forze ucraine può in qualsiasi modo giustificare le violazioni russe. La Russia è l’unica responsabile delle violazioni commesse contro la popolazione civile ucraina.  Il lavoro di Amnesty International degli ultimi sei mesi, fatto di rapporti e altra documentazione sui crimini di guerra e su altre violazioni del diritto internazionale umanitario da parte della Russia, riflette la dimensione e la gravità dell’impatto di queste azioni sui civili ucraini.  Il 29 luglio abbiamo scritto al governo ucraino, fornendo le coordinate Gps e altre informazioni sensibili sui luoghi, compresi ospedali e scuole, in cui avevamo documentato la presenza di forze ucraine in mezzo ai civili. Non abbiamo inserito queste informazioni nel comunicato stampa, per tutelare la sicurezza tanto dei soldati quanto dei civili ucraini. Non è compito di Amnesty International impartire all’esercito ucraino istruzioni su come debba operare. Il nostro compito è quello di chiedere alle autorità competenti di rispettare pienamente gli obblighi del diritto internazionale umanitario.    La priorità di Amnesty International sarà sempre quella di assicurare che le vite e i diritti umani dei civili siano garantiti durante i conflitti'.



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