E aggiunge: 'L'editore aveva annunciato l'intenzione di voler denunciare i Cdr per manipolazione del mercato ai sensi' e l'Associazione stampa aveva denunciato 'la violazione degli obblighi di informazione previsti dal contratto collettivo e dal protocollo di cui all'allegato D dello stesso contratto. Infine il sindacato aveva censurato il tentativo della Poligrafici di limitare la durata di una assemblea sindacale proclamata per due ore'. Ebbene, annuncia oggi l'Aser, la giudice Emma Cosentino, ha accolto tutte le domande proposte con il ricorso accertando l'antisindacalita' del comportamento tenuto dall'editore Andrea Riffeser Monti, definendo i suoi comunicati 'dichiarazioni offensive e intimidatorie' in quanto 'i rappresentanti sindacali venivano di fatto screditati quali falsi e bugiardi..., nonchè incompetenti e pericolosi'.
La giudice, continua l'Aser, 'ha inoltre considerato antisindacali le ulteriori condotte denunciate, relative agli obblighi di informazione e al diritto di assemblea, condannando per questo la Poligrafici Editoriale alla pubblicazione entro 10 giorni del decreto sui principali quotidiani nazionali in caratteri doppi del normale e al pagamento delle spese di giudizio'. Questa sentenza 'dimostra che avevamo ragione: il nostro sciopero era legittimo, non abbiamo mai detto bugie e soprattutto era assurdo che un editore limitasse il diritto alla protesta dei propri giornalisti', dichiara Matteo Naccari, presidente del'Aser. 'Le dichiarazioni dei Cdr sono state sempre veritiere: quegli esuberi erano stati dichiarati a un tavolo sindacale e l'azienda ha solo cercato di tapparci la bocca con minacce e intimidazioni inaccettabili, limitando anche il nostro diritto di espressione', afferma il Coordinamento dei Cdr della Poligrafici editoriale.


