Il problema, al netto delle divisioni politiche che da sempre comporta, c'è e va affrontato, sia in termini contingenti, (sulle sacche di irregolarità ed illegalità) sia, soprattutto, di prevenzione. Per garantire che in futuro chiunque arrivi in Italia, arrivi perché veramente in fuga da guerre o da altre calamità e una volta qui trovi le condizioni per una reale integrazione. Perché per gli stranieri che irregolari lo sono, o lo diventano, dopo il mancato riconoscimento del diritto all'asilo, diventa difficile, anche per chi se ne occupa direttamente, ed è finanziato per farlo (associazioni, Coop sociali), garantire percorsi di integrazione.
Da questo obiettivo nascono due proposte avanzate a La Pressa da Luca Barbari, presidente di Porta Aperta Modena, associazione che, oltre ai servizi classici di accoglienza e di contrasto all'emerginazione e alla povertà, ha gestito, lo scorso inverno, il progetto straordinario di assistenza del Comune rivolto ai senza fissa dimora, che su Modena ha previsto la messa a disposizione, in modo continuativo, di 90 posti letto in più rispetto all'accoglienza ordinaria. Occupati, in certi momenti, per quasi la totalità, ma sufficienti a coprire il fabbisogno.
Barbari pensa che sull'immigrazione, sia in ingresso che in uscita, si possa agire con diversi strumenti. Due su tutti: 'I rimpatri volontari assistiti (una formula già prevista dal 2008 in Italia), e la creazione di corridoi umanitari attraverso il Ministero dell'Interno che possano essere gestiti e proposti anche a livello locale. Di fatto, in caso di calamità o guerre, come quella che sta colpendo la Libia, sarebbero strutturati dei corridoi umanitari per garantire l'aiuto diretto e l'arrivo in Italia di soggetti che veramente hanno bisogno di protezione internazionale. Avendo una garanzia, attraverso appunto il ministero e l'ambasciata, già nei paesi d'origine, di un accesso sicuro e legale. 'Credo che sul fronte dei rimpatri volontari assistiti - sottolinea Barbari - anche gli enti locali, nonché gli organismi del terzo settore, dovrebbero avere un ruolo più importante'
Di seguito, la dichiarazione di Luca Barbari, Presidente Porta Aperta Modena


