In un appartamento che l’associazione Porta Aperta, in collaborazione con il Comune di Modena, ha preso in affitto in una zona residenziale della città, saranno accolte cinque donne che condivideranno gli spazi, in uno stile di corresponsabilità: dalle pulizie degli ambienti comuni, al riordino delle camere da letto, dalla spesa, ai turni in cucina, al lavaggio di indumenti.
Si tratta di donne che vivevano in strada, senza beni personali, alla ricerca di un pasto caldo e una coperta. Donne con una storia personale alle spalle che da sole, difficilmente, sarebbero riuscite a riprendere in mano la propria vita.
A Casa di Rut, trovano una soluzione abitativa adeguata e stabile e, affiancate da educatori professionisti e volontari, affronteranno un cammino di recupero e di reinserimento sociale e lavorativo: a Casa di Rut potranno iniziare a costruire un nuovo futuro.
La prima ad entrare a Casa di Rut è una signora modenese di 53 anni, Barbara. Passato difficile che ha portato anche al distacco dai figli e che l'ha spinta, senza casa e senza famiglia, a vivere in una condizione di povertà su un panchina. Una spirale di disagio che ha avuto nel supporto delle strutture e delle persone volontarie di Porta Aperta un elemento fondamentale per iniziare a costruirsi una indipendenza.
L’iniziativa si svolge nel contesto del Bando Crowdfunding della
'Accogliere e proteggere, aiutare donne senza fissa dimora a riprendere il corso della propria vita attraverso un'esperienza tutelata, di comunità, è meritorio per diverse ragioni etiche, sociali e umanitarie – commenta Silvia Menabue, Consigliere di Amministrazione di Fondazione di Modena - Attraverso programmi di assistenza e supporto, si contribuisce a ridurre l’emarginazione sociale, offrendo alle donne l'opportunità di ristabilire connessioni con la comunità e di partecipare attivamente alla società, di mettere a disposizione le proprie capacità di fare e di pensare. L'occasione di ricostruire le proprie vite in modo sostenibile, con le proprie forze, è preziosa. Il valore aggiunto di questo impianto risiede nel vedervi partecipare non solo partner di progetto ma anche tante cittadine e cittadini che, attraverso il crowdfunding, hanno voluto contribuire'.
'Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto che pensiamo possa
'Come Amministrazione comunale – ha affermato l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Modena Roberta Pinelli - siamo lieti di poter condividere l'inaugurazione di una sperimentazione così importante, che mira non solo a contribuire ai servizi di accoglienza messi in campo in questa fase dell'anno per far fronte all'emergenza freddo, ma anche alla possibilità di offrire alle donne ospitate un progetto di evoluzione positiva per la loro vita. Mi auguro che attorno a questo progetto nasca una rete di volontariato ampia e diversificata, trattandosi di persone che possono rimettersi in gioco ed evolvere verso la piena autonomia, se ben sostenute dalla comunità'.


