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Dall’Emilia-Romagna alla Slovenia: lo studio sulla qualità dell’aria

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Il tema ambientale è sempre più di tendenza negli ultimi anni e il maxi-studio che coinvolgerà la regione e tutti gli altri protagonisti già citati è conferma


Dall’Emilia-Romagna alla Slovenia: lo studio sulla qualità dell’aria

L’attuale momento storico potrebbe aver sortito degli effetti positivi sull’ambiente, rappresentando una grande occasione per i ricercatori. L’obiettivo del maxi-studio che verrà condotto partendo dall’Emilia-Romagna e il bacino padano, fino alla Slovenia, è infatti quello di misurare l’impatto ambientale del recente periodo in conseguenza della riduzione del traffico. 

Al fine di raccogliere ed analizzare i dati e capire più in fondo un’eventuale relazione benefica tra numeri del traffico, nettamente in calo, e l’inquinamento atmosferico, Regione Emilia-Romagna e Arpae (Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia) hanno deciso di adottare un approccio epidemiologico per effettuare una ricerca, parte del più ampio progetto di natura europea PrepAIR, che coinvolgerà la popolazione della zona Nord-Adriatica.

Come già detto, gli ultimi mesi rappresentano un’opportunità. La riduzione del traffico ha infatti raggiunto percentuali molto alte (-80%) e tante attività di produzione industriale sono ferme o vanno al rilento. Uno scenario senza precedenti che permetterà di analizzare con metodo sperimentale l’influenza di tali elementi sulla qualità dell’aria, grazie a studi rigorosamente scientifici.

Nello specifico, la Regione Emilia-Romagna si pone l’obiettivo di utilizzare i dati ambientali che riguardano l’accumularsi di sostanze inquinanti e le variazioni delle emissioni in rapporto ai consumi di energia, alla percentuali di traffico e al clima. Tutti i dati raccolti saranno dunque analizzati in modo da valutare l’esposizione della popolazione alle sostanze inquinanti sia prima che durante l’ultimo periodo. Nella fase finale del progetto i dati raccolti saranno valutati da un comitato scientifico formato per l’occasione e in seguito messi a disposizione per altre ricerche di natura nazionale o internazionale. Nel complesso, la ricerca in questione coinvolgerà le Regioni del bacino padano, alcune tra le più importanti istituzioni di ricerca scientifica, il centro meteo e, più in generale, vari rappresentanti del settore ambientalista.

Sull’argomento si è espressa anche l’assessore regionale all’Ambiente Irene Priolo, sottolineando l’importanza dello studio nel lungo termine, con l’obiettivo di sviluppare una nuova, efficace strategia condivisa per migliorare la qualità dell’aria e “il contrasto ai cambiamenti climatici”. A conferma della portata forse senza precedenti del progetto e del suo obiettivo ambizioso, saranno coinvolti vari assessorati tra cui quello alla Sanità, quello all’Agricoltura, e quello all’Università e Innovazione digitale. Inoltre, lo studio includerà tutti gli altri 18 collaboratori del già citato progetto PrepAIR, ovvero le altre regioni del nord Italia e alcune municipalità come Bologna, Milano e Torino, l’Arso (l’agenzia ambientale slovena), la Fla (la Fondazione Lombardia per l’Ambiente), l’Arter (la società consortile dell’Emilia-Romagna), la Rias (la Rete Italiana ambiente e salute), la già citata Arpae, i dipartimenti di Sanità pubblica e molti Servizi regionali.

Le tempistiche del progetto in questione, peraltro, sono assolutamente calzanti. Da poco si è infatti celebrata 'La Giornata della Terra', evento mondiale a cadenza annuale che l'anno scorso ha riunito alcune delle società più importanti al mondo per discutere di un tema attuale come quello dell’inquinamento da plastica e che sottolinea, ancora una volta, l’enfasi posta sulla salvaguardia dell’ambiente in tempi recenti e su scala internazionale. Inoltre, proprio in Emilia-Romagna la questione sembra stare a cuore agli abitanti, che secondo quanto emerso dalla ricerca condotta dalla Fondazione del Monte di Modena, effettuata su un campione di 710 persone, considerano tematiche come ambiente, inquinamento e cambiamenti climatici più importanti rispetto a sicurezza, criminalità e crescita economica. In particolare, è quanto pensa il 71,2% degli interpellati, con addirittura l’83% dei modenesi che individua nelle azioni e scelte dell’uomo la principale causa dei danni ambientali. Conseguenza, forse, dei picchi di inquinamento raggiunti a Modena e Bologna nel mese di gennaio e che hanno portato anche Legambiente a esporsi a suggerire delle soluzioni efficaci quali i “lunedì ecologici”, giornate in cui il traffico sarebbe bloccato e si promuoverebbe l’uso gratuito dei mezzi di trasporto.

Il tema ambientale è sempre più di tendenza negli ultimi anni e il maxi-studio che coinvolgerà la regione e tutti gli altri protagonisti già citati è un’ulteriore conferma dell’impegno preso e della voglia di sfruttare questo momento.

 



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