Iniziamo con la parte più leggera, il progetto denominato “Enjoy Music Therapy”, che significa letteralmente “Goditi la terapia a base di musica”. Il progetto si inquadra in quello di umanizzazione delle cure, che caratterizza ormai la struttura ospedaliera modenese. I nostri più fedeli lettori, quelli che già ci leggevano quando il nostro quotidiano si chiamava Prima Pagina, si ricorderanno di un articolo intitolato “La medicina narrativa” (scritto da questo stesso autore) esattamente 10 anni fa, a maggio.

Di che cosa si trattava? Fu il momento in cui la medicina -e di questo rendiamo onore al nostro ospedale modenese, il quale forse pochi sanno che si tratta di una eccellenza mondiale oltre che europea- fece proprio il concetto di cura “globale”, intendendo con ciò che l’ammalato -il paziente chiunque egli sia- va curato nella sua globalità, con la sua storia e il suo vissuto. In questo concetto rientra anche la famiglia del paziente: solo così si è in grado di portare realmente beneficio alla persona che richiede un certo livello di cure (parliamo di affezioni di una certa gravità, per le quali molto spesso la vita interiore della persona -se debitamente valorizzata, o per meglio dire compresa- riesce a contribuire alla guarigione in modo armonioso), senza lasciare strascichi indelebili. Enjoy Music Therapy nasce dalla collaborazione tra Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena e “Team Enjoy – Events & Fun” che da tempo sostiene la Sanità Modenese. Team Enjoy ha fornito in comodato d’uso gratuito il pianoforte, che è stato posizionato in questa prima fase presso la Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’Ospedale Civile, diretta dalla dottoressa Rita Luisa Conigliaro. Il pianoforte è a disposizione di tutti si può dire, pazienti, accompagnatori (i cosiddetti caregiver) con modalità che ne assicurano la costante sanificazione. In questa prima fase lo strumento è stato suonato dalla brava Luana Vergari.
E ora passiamo alla parte più impegnativa: Voices of Delirium, le Voci del Delirio, propriamente. Certo, il termine fa paura, il Delirium è qualcosa che ci spaventa perché sfugge al nostro controllo.
Il Delirium non è propriamente la demenza, ma occorre più frequentemente nei pazienti più fragili e predisposti che hanno già una Demenza. Va detto, altresì, che il Delirium può presentarsi a qualunque età, persino in soggetti giovani e cognitivamente integri.
A Baggiovara per la prima volta, nell’iniziativa “Baggiovara Ospedale Amico delle persone con Demenza” sono stati coinvolti i reparti Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso, accanto a Geriatria e Neurologia. Perché il Delirium riguarda tutti noi? Basta leggere la sua definizione scientifica: “Il Delirium è una condizione complessa e spesso fraintesa, caratterizzata da cambiamenti acuti nell'attenzione, nella consapevolezza e nella cognizione.
Vittorio Cajò
Nella foto in alto Francesca Neviani assieme al professor Marco Bortolotti, rispettivamente dirigente medico e direttore della struttura Complessa di Geriatria dell’ospedale civile di Baggiovara. Nell'altra foto Luana Vergari la pianista, figlia d’arte, che ha coniato l’espressione “Dove le parole non arrivano, la musica parla”


